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Nell’automotive, la sfida non è più vendere auto

Methodos Consulting osserva da vicino la trasformazione delle concessionarie tra marginalità, organizzazione e post-vendita

Nell’automotive, la sfida non è più vendere auto
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Per anni il settore automotive ha misurato il proprio successo attraverso un indicatore semplice: il numero di auto vendute. Oggi, però, quel modello mostra tutti i suoi limiti. La riduzione dei margini sul nuovo, l’elettrificazione, la digitalizzazione e l’evoluzione delle abitudini dei consumatori stanno costringendo concessionarie e operatori della filiera a ripensare profondamente il proprio modello di business. In questo scenario, il vero vantaggio competitivo non si costruisce più esclusivamente nello showroom, ma nella capacità di gestire processi, persone e servizi. Un cambiamento che realtà specializzate come Methodos Consulting seguono quotidianamente affiancando dealer, costruttori e aziende dell’automotive nei percorsi di trasformazione organizzativa e manageriale.

Fondata a metà degli anni Novanta come prima società italiana di consulenza focalizzata esclusivamente sul comparto automotive, Methodos Consulting ha costruito negli anni una competenza verticale che oggi abbraccia concessionarie auto e moto, settore truck, after sales, distribuzione ricambi e servizi legati alla mobilità. L’obiettivo dichiarato è supportare le aziende nel miglioramento delle performance attraverso strategie personalizzate, controllo di gestione, formazione e revisione dei processi operativi.

L’after sales motore della redditività

Uno dei temi più rilevanti riguarda il post-vendita. Se in passato officina e ricambi rappresentavano attività complementari rispetto alla vendita delle vetture, oggi stanno assumendo un ruolo centrale nella sostenibilità economica delle concessionarie.

L’approccio sviluppato da Methodos Consulting, il settore after sales non è più soltanto un reparto operativo, ma una leva strategica capace di incidere direttamente sulla marginalità aziendale. La gestione dello stock, l’ottimizzazione della supply chain, il controllo delle giacenze, l’efficienza logistica e la fidelizzazione del cliente diventano fattori determinanti per difendere i margini in un mercato sempre più competitivo.

Non a caso la società considera il business ricambi come uno degli elementi più sensibili dell’intera filiera automotive. La complessità della gestione del magazzino e la necessità di mantenere elevati livelli di servizio impongono infatti un approccio basato su analisi dei dati, benchmark e monitoraggio costante delle performance.

Le persone al centro del cambiamento

Emerge un altro elemento destinato a influenzare il futuro delle reti distributive: la gestione delle risorse umane. La trasformazione tecnologica dell’automobile richiede competenze nuove, sia sul fronte tecnico sia su quello commerciale. Tecnici specializzati nell’elettrificazione, consulenti di vendita capaci di gestire strumenti digitali e manager in grado di interpretare dati e KPI rappresentano oggi figure sempre più richieste. Una recente ricerca del Centro Studi Methodos Consulting evidenzia infatti come molte concessionarie italiane considerino prioritari il reclutamento di nuovi talenti e la riorganizzazione dei modelli aziendali per affrontare le sfide dei prossimi anni. Per questo la formazione non viene più vista come un costo, ma come un investimento strategico. L’evoluzione del mercato impone infatti aggiornamento continuo, capacità di adattamento e nuove competenze manageriali, elementi che stanno ridefinendo il ruolo stesso delle concessionarie.

Nel mercato automotive contemporaneo, non basta più conoscere il prodotto. Serve comprendere la redditività di ogni reparto, monitorare i flussi economici, anticipare le criticità e ottimizzare le risorse disponibili. La rivoluzione che sta attraversando il settore non riguarda soltanto motori elettrici, software e nuove tecnologie di bordo.

Riguarda soprattutto il modo in cui le aziende vengono organizzate, gestite e sviluppate. E in questa trasformazione la capacità di leggere i numeri, valorizzare le persone e migliorare i processi rischia di diventare molto più importante della semplice capacità di vendere automobili.

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