Grana Antitrust per la banca fintech Revolut sanzionata per 11 milioni di euro a causa di «messaggi ingannevoli». Una misura presa dall'Agcm dopo l'istruttoria aperta nel luglio scorso e che pone sul banco degli imputati tre questioni: omissioni, già in sede di «primo aggancio» pubblicitario, sulla presenza di ulteriori costi e sulle limitazioni che caratterizzano gli investimenti senza commissioni; l'omissione di informazioni rilevanti su condizioni e modalità di sospensione, limitazione e blocco del conto di pagamento; e, infine, la mancanza di informazioni chiare ed esaustive su requisiti e tempistiche per ottenere l'Iban italiano (con iniziali IT) al posto dell'Iban lituano (con iniziali LT), violando gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo.
In merito a questo ultimo punto, alla fine del 2024, il gruppo ha infatti aperto una succursale italiana vigilata anche dalla Banca d'Italia dando ai nuovi clienti l'opportunità di avere l'Iban italiano e la possibilità per quelli esistenti di ottenerlo. L'Iban lituano generava spesso sfiducia e, in alcuni casi, difficoltà nelle operazioni di accredito o pagamento. Ma secondo l'Antitrust in questo passaggio «non sono state fornite informazioni chiare ed esaustive su requisiti e tempistiche». Revolut, in una dichiarazione ufficiale ha affermato di «non concordare assolutamente con le conclusioni dell'Agcm» annunciando, in parallelo, che «presenterà ricorso».
La banca che nel 2026 raggiungerà 5 milioni di clienti è «fiduciosa» e considera le proprie comunicazioni «chiare e trasparenti» sostenendo di aver agito, nel caso delle sospensioni e blocchi, per ottemperare alle norme. In ogni caso, sottolinea, la decisione «non avrà alcun impatto sulle attività o sulla situazione finanziaria di Revolut».
Il gruppo sta vivendo un percorso di trasformazione da semplice app utilizzata per viaggi e soprattutto da giovani a banca fortemente tecnologica. Negli ultimi anni Revolut ha aperto un quartier generale per l'Europa a Parigi, ottenuto la licenza bancaria nel Regno Unito, e ha aperto una succursale in Italia con general manager Nicola Vicino proveniente da Nexi.