Passato e futuro si fondono nella riorganizzazione del gruppo Mundys - holding infrastrutturale già nota come Atlantia - che prepara il nuovo corso, incentrato allo sviluppo e alla crescita internazionale, con Alessandro Benetton presidente e Andrea Mangoni, confermato in qualità di amministratore delegato. La nuova squadra sarà ufficializzata il 30 marzo in occasione dell'assemblea del gruppo alla luce delle designazioni inviate dai soci. Benetton, già vicepresidente nel board uscente, sale di un gradino nella catena di comando con l'obiettivo dichiarato di accelerare i piani di sviluppo, in una fase in cui la partita si sposta giorno dopo giorno su scala globale. Il nuovo incarico si aggiunge alla guida di Edizione, la holding della famiglia Benetton che resta azionista di riferimento del gruppo con il 57%. Un passaggio di consegne che avviene in una fase ottimale. Mundys, proprio grazie all'attento lavoro di Mangoni, si appresta a chiudere l'anno con numeri in crescita in tutti i settori di attività.
Nel dettaglio, secondo quanto si apprende, l'ebitda ha raggiunto quota 5,9 miliardi, in rialzo del 5% sul 2024 e dell'8% medio annuo nel triennio 2023-25. Tra le operazioni più rilevanti, l'acquisizione, tramite Abertis, dell'A63 in Francia e le aggiudicazioni in Cile, tramite Grupo Costanera, di Ruta 5 TemucoRio Bueno e Ruta 5 ChacaoChonchi.
Nel complesso i ricavi sono volati a 9,6 miliardi (+3% sul 2024) grazie alla spinta arrivata dal settore aeroportuale (+4%) e da quello autostradale (+1,8%). Nel 2025 gli investimenti sono stati a doppia cifra arrivando a 1,8 miliardi (+25%). E il debito finanziario netto della Spa si è ridotto a 3,3 miliardi (-11%) mentre quello di Gruppo si è attestato a 32 miliardi (+1,7 miliardi) per effetto dell'acquisizione dell'A63 (da 1,5 miliardi).
Il percorso di crescita, che nel prossimo triennio avrà un'ulteriore accelerazione, si è realizzato a livello inorganico con acquisizioni per un valore di 8 miliardi di euro in Paesi come Francia, Spagna, Cile, Porto Rico. La rotta è dunque tracciata, ma va implementata.
Sullo sfondo resta prioritaria la vocazione alla sostenibilità: Mundys è per il terzo anno consecutivo nella prestigiosa A-List del CDP (Carbon Disclosure Project), il massimo livello di rating internazionale per la strategia di contrasto al cambiamento climatico.
Tornando alla governance, l'ambasciatore Giampiero Massolo, presidente uscente, resta nel cuore della governance come vicepresidente e consigliere, assicurando continuità istituzionale e presidio delle relazioni strategiche. Un segnale che il gruppo non intende disperdere competenze e network costruiti nel tempo. Sempre sulla base delle designazioni di Edizione (socio di maggioranza), il board che guiderà Mundys per il prossimo triennio sarà composto da Enrico Laghi (ceo di Edizione), Ermanno Boffa (membro del cda di Edizione), Christian Coco (chief investment officer di Edizione), Stefania Dotto (investment director di Edizione). Il socio Blackstone (che detiene il 37%) ha invece indicato i nomi di Peter Joseph Guarraia (senior managing director), Adam Neil Kuhnley (senior managing director) e Scott Schultz (managing director).
Infine, la torinese Fondazione Crt ha indicato il nome dell'economista Carlo Cottarelli. quanto al collegio sindacale, anche per il prossimo triennio sarà composto da Riccardo Michelutti, Benedetta Navarra e Graziano Visentin.