Prove di «concerto» (auspicato) per l'ex Ilva di Taranto. Nell'immobilismo delle ultime settimane e dopo la scadenza di aprile - data come perentoria per una decisione in merito al salvataggio del polo siderurgico, ma poi disattesa - qualcosa si muove sottotraccia. E riguarda uno dei due player formalmente in campo: Flacks.
Il gruppo americano continua a voler concretizzare il proprio piano di rilancio, ma le obiezioni mosse dai commissari su una solidità finanziaria promessa, ma non dimostrata, hanno spinto il potenziale cavaliere bianco a un ulteriore sforzo. E dove non sta arrivando la politica, e nemmeno i tecnici, potrebbe forse compiere un passo decisivo l'industria.
Secondo le indiscrezioni raccolte dal Giornale, Flacks sta dando vita a un vero e proprio tavolo tecnico che coinvolge top players italiani ed internazionali del comparto siderurgico, esperti industriali e ambientali. Un'iniziativa che ha l'obiettivo di costruire un percorso industriale competitivo per il rilancio dell'ex Ilva, rafforzandone la continuità produttiva, la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e la sostenibilità ambientale. Un passo ulteriore rispetto a quello fatto finora dagli americani e che punta a convincere i commissari della bontà del progetto di rilancio che sarà condiviso con grandi operatori. Al tavolo stanno sedendo diverse aziende, in primis ci sarebbero Danieli e Metinvest (come soggetti separati, non quindi con la jv che opera a Piombino), ma anche altri attori che, entrando in partita, potrebbero creare una sorta di cordata.
I presupposti per stringere ci sono, ma restano però ancora diversi nodi sul tavolo soprattutto sul fronte della governance e delle modalità di azione dei vari player che aderiranno al progetto di salvataggio e rilancio.
Qualcosa però, nel silenzio assordante delle ultime settimane, si muove e potrebbe anche «stimolare» controproposte da parte degli indiani di Jindal o di altri player. Al momento, sempre secondo il Giornale, il gruppo Arvedi non starebbe guardando al dossier come ipotizzato negli ultimi giorni da notizie di stampa.
Intanto, sullo sfondo, continuano gli appelli. «L'Ilva è un asset strategico per l'Italia e Federmeccanica ha invitato tutte le territoriali di Confindustria a visitarla perché si abbia una conoscenza diretta della vicenda. Il paese deve chiedersi cosa noi vogliamo fare di questo asset industriale», ha detto ieri Simone Bettini, presidente di Federmeccanica sottolineando che «l'esigenza strategica fondamentale per questo Paese è mantenere la produzione siderurgica e l'indipedenza degli approvvigionamenti».
In parallelo, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro auspica che «il governo intervenga con una società mista a risolvere definitivamente una questione che ci attanaglia da sempre».
«Abbiamo bisogno di investire sulle transizioni, abbiamo bisogno di investire sull'acciaio - ha spiegato - che se è un settore strategico per il nostro paese, e lo dice anche la crisi di Electrolux di questi giorni, è un settore su cui puntare».
Decaro, come i sindacati, torna a chiederne la nazionalizzazione: «deve investire il pubblico. Il pubblico investe in tanti settori nel nostro Paese attraverso Fincantieri, attraverso Leonardo, non vedo perché non possa investire in un settore strategico. L'acciaio serve a tutte le filiere».