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Guzzi, la fabbrica del futuro tra droni e officina vintage

Il nuovo stabilimento sarà inaugurato a settembre. Aree per i clienti con meccanici, ricambi e ristori

Guzzi, la fabbrica del futuro tra droni e officina vintage
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La condivisione come strumento di salvaguardia di una storia lunga 105 anni. Questo il punto di partenza del nuovo stabilimento che Moto Guzzi si appresta a ultimare, proprio sotto il traguardo di un compleanno così importante. È dal 1921 che quelle moto dal fascino unico prendono vita tra il lago e la montagna, nello stabilimento di Mandello del Lario che oggi si rifà il look per intraprendere un nuovo percorso in direzione futuro: il nuovo impianto, che sarà ufficialmente inaugurato dopo l'estate, è già in fase di ultimazione, così come da direttive di Greg Lynn.

L'archistar vincitrice del Leone d'oro alla Biennale di architettura a Venezia nel 2008 e l'uomo che ne ha ideato i connotati progettuali. Ed appunto è un impianto nuovo nelle strutture, ma anche nella concezione: sì, perché si tratta di uno spazio aperto per gli amanti di Moto Guzzi, che potranno vedere la produzione e contemporaneamente trovare officina per i loro pezzi vintage, in un ambiente da vivere con piazze e punti ristoro, showroom e area per i nuovi acquisti. Una soluzione ultramoderna con tanto di drone Kilo sviluppato dalla Piaggio Fast forward di Boston per la movimentazione delle moto e per l'area di collaudo a terra: lo stabilimento sarà ampliato di 8mila metri quadrati, arrivando a un totale di 38mila e a una produzione di 30mila moto l'anno, con due nuove linee digitali di montaggio affiancate a una fabbrica di montaggio completamente ristrutturata. Guzzi,un mito scelto negli anni dalla flotta di polizia di Los Angeles, che ha vissuto gli adattamenti finlandesi per le nevi scandinave, e che è tuttora unico marchio esterno accettato all'annuale raduno di Harley Davidson a Milwaukee, grazie a una storia sportiva che nella prima metà del secolo scorso conquistò 25 titoli mondiali e il Tourist Trophy sull'isola di Man con Omobono Tenni. Ma che pure realizzò prototipi futuristici come la 8 Cilindri, capace di raggiungere velocità impensabili. Risultati ottenuti grazie anche alla costruzione della prima galleria del vento nel mondo del motociclismo, nel 1950, con una turbina di areoplano di cui si diceva facesse scendere la tensione elettrica nei paesi affacciati sul lago.

Storie di un mito che ha dovuto scavare gallerie nella montagna per mettersi al riparo dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e che nel recente passato ha scelto la suggestione della Portaerei Cavour per la storica presentazione della gamma V100, realizzata con la Marina Militare.

Un ricco bagaglio culturale, insomma, che fa parte dello spirito Moto Guzzi e che oltre a essere memoria sarà motore per il futuro: il nuovo hub di Mandello, già operativo nelle linee di assemblaggio, dopo due anni di cantiere vivrà il taglio del nastro a settembre, in concomitanza con il raduno ufficiale proprio nei pressi dello stabilimento che al di là del cancello rosso di ingresso sotto alla

Grigna dà lavoro sino a 300 dipendenti e che dal 2004 fa parte del gruppo Piaggio con i marchi Aprilia e Vespa. Ma quella di Moto Guzzi, assicura Lynn, sarà la fabbrica più all'avanguardia che sia mai stato possibile ammirare.

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