Dopo l'offerta di Poste Italiane su Tim, continua l'effetto domino nel mercato delle telecomunicazioni. Proprio ieri Iliad, a lungo considerata una possibile controparte di Tim per eventuali nozze, ha chiuso definitivamente la porta. L'ad Thomas Reynaud, a margine della presentazione dei conti del gruppo, ha affermato di aver accantonato «definitivamente la questione durante l'estate del 2025. È stata una nostra decisione, e ci conoscete bene. Noi di Iliad non torniamo sui nostri passi». In Italia, quindi, «il presupposto fondamentale rimane un mercato con 4 operatori. E in questo mercato con 4 operatori, la nostra strategia è quella di continuare a crescere» ha concluso. Il gruppo transalpino ha incassato 10,3 miliardi di ricavi, in aumento del 3,2%, e 1,5 milioni di abbonati in più. Nel nostro Paese, i ricavi sono cresciuti del 9% a 1,3 miliardi pur mantenedo un passivo che, seppur in netta riduzione dai 327 milioni del 2024, si è attestato a 147 milioni di euro.
Intanto, ieri sono tornati a parlare i protagonisti dell'Opas Poste-Tim. Da una parte, l'ad della società offerente, Matteo Del Fante, ha dichiarato al TG Poste che «L'offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim rappresenta una naturale evoluzione di un dossier avviato cinque anni fa insieme al direttore generale Giuseppe Lasco. Abbiamo fatto il primo investimento un anno fa, quindi possiamo dire di esserci fidanzati con Tim. Adesso siamo fermamente convinti che il matrimonio sia il prossimo passo». Ai microfoni di Bloomberg Tv, invece, aveva parlato in mattinata l'ad di Tim, Pietro Labriola, che mostra un approccio tutt'altro che ostile. «Non è la prima né l'ultima offerta che ci sarà sul mercato. Dobbiamo seguire i giusti processi. Abbiamo lavorato negli ultimi 5 anni con un approccio market friendly», ha detto. «Come manager dobbiamo agire come se fossimo alla guida dell'azienda per sempre, il nostro compito è lavorare per portare risultati e numeri». Mentre in una lettera ai dipendenti ha esortato a «guardare al futuro con fiducia». Da entrambe le sponde, quindi, la porta non è sbarrata, a partire dai complimenti del capo di Poste per l'opera di risanamento di Labriola. La sensazione è che la questione verrà risolta nei prossimi mesi. Poste Italiane è per Tim «un partner importante, con o senza Opas» è per il momento il messaggio del capo della tlc il quale ha ricordato che sull'operazione «decideranno gli azionisti».
Ieri a correre è stato anche il titolo di Inwit (+9,8%), la società delle torri che ha in corso uno scontro proprio tra Tim e Fastweb+Vodafone che hanno annunciato un'intesa per costruire 6mila siti facendo pressione proprio su Inwit alla
quale si chiede di abbassare i prezzi sul contratto di servizio. Indiscrezioni rilevano il fondo Ardian - già azionista Inwit - in discussione con il fondo Brookfield per lanciare insieme un'offerta sul 100% della società.