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Maire rassicura la Borsa sulla Russia. "Da EuroChem azioni senza valore"

L'arbitrato londinese ha dato ragione agli italiani

 Maire rassicura la Borsa sulla Russia. "Da EuroChem azioni senza valore"
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Maire ha replicato duramente a EuroChem, accusando il gruppo russo di condotte «illecite» e iniziative giudiziarie «ineseguibili» fuori dai confini della Federazione. Il comunicato diffuso dalla controllata Tecnimont nasce per smentire alcune ricostruzioni di stampa considerate fuorvianti e per riaffermare che l'unica giurisdizione competente sulla disputa del progetto Kingisepp 2 resta quella britannica, come previsto dai contratti firmati dalle parti.

La vicenda affonda le radici nella sospensione dei lavori del maxi-impianto di ammoniaca e urea in Russia nel 2022, quando Tecnimont decise di rispettare le sanzioni europee legate alla guerra in Ucraina. EuroChem reagì risolvendo i contratti e tentò di escutere le garanzie bancarie

depositate all'avvio del progetto. Da lì prese forma una battaglia legale che negli ultimi mesi ha subito una svolta netta a Londra.

Il giudice Bright, con una sentenza del 31 luglio 2025, ha stabilito che Andrei Melnichenko esercita il controllo effettivo su EuroChem, rendendo qualsiasi pagamento di garanzie una violazione del Regolamento Ue 269/2014. Le somme richieste dai russi risultano quindi «congelate» e le banche europee non possono onorarle. A novembre è arrivata la seconda stoccata: il giudice Butcher ha messo EuroChem in «oltraggio alla corte inglese» per aver ignorato l'arbitrato internazionale e aver tentato di spostare il contenzioso davanti ai tribunali di Mosca, un'iniziativa definita da Maire «un palese tentativo di aggirare i vincoli contrattuali».

Tecnimont ha ottenuto ingiunzioni anti-causa che vietano a EuroChem di proseguire le azioni in Russia, decisioni che, secondo il gruppo italiano,

rendono qualsiasi sentenza emessa a Mosca «priva di valore esecutivo» nei Paesi che applicano la Convenzione di New York del 1958. Il quadro giuridico, sostiene Maire, isola la controparte russa in Occidente e impedisce qualsiasi tentativo di colpire asset del gruppo italiano fuori dalla Federazione.

Sul piano economico la richiesta danni di Tecnimont supera i 700 milioni di euro, cifra che potrà aumentare «alla luce delle condotte illecite continuate di EuroChem».

Maire ha voluto così rassicurare il mercato: le garanzie bancarie non saranno pagate, le sentenze russe non avranno effetti internazionali e la controparte, già colpita da decisioni pesanti dei giudici inglesi, si trova ora in una posizione sempre più fragile.

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