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Poste si prende tutta Tim. L'offerta è di 10,8 miliardi

Il gruppo di Del Fante lancia un'Opas totalitaria con cash e azioni. I titoli dell'ex Telecom valorizzati 63,35 euro

Poste si prende tutta Tim. L'offerta è di 10,8 miliardi
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Poste Italiane accelera su Tim e lancia un'Opas volontaria totalitaria da circa 10,8 miliardi di euro con l'obiettivo di creare un gruppo integrato capace di diventare la più grande piattaforma infrastrutturale connessa del Paese. Il cda guidato da Matteo Del Fante ha approvato ieri l'operazione che punta a integrare il gruppo tlc e a delistarlo, con perfezionamento atteso entro la fine del 2026. Lo Stato manterrà comunque una quota superiore al 50% nella nuova entità. Tim ha preso atto e oggi riunirà il cda per avviare la valutazione.

Il corrispettivo previsto per gli azionisti prevede una componente in denaro pari a 0,167 euro per azione e una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste per ogni titolo conferito, per una valorizzazione complessiva unitaria di 0,635 euro e un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale del 20 marzo. L'Opas tiene conto anche della conversione delle azioni di risparmio Tim in ordinarie, passaggio che rende l'offerta coerente con l'obiettivo di acquisire il controllo pieno del capitale e semplificare la struttura societaria.

La mossa (che ha visto Mediobanca tra gli advisor) rappresenta la naturale evoluzione del percorso industriale costruito negli ultimi due anni da Del Fante, che ha progressivamente rafforzato la presenza di Poste nel settore delle telecomunicazioni fino a diventare primo azionista della società guidata da Pietro Labriola. Già nel 2024 il gruppo aveva iniziato a posizionarsi sulla rete con l'ingresso nel fondo F2i dedicato alla rete digitale, mentre nel febbraio 2025 era arrivato il primo ingresso nel capitale Tim attraverso lo scambio con Cassa Depositi e Prestiti. Il passaggio decisivo è stato l'accordo con Vivendi che ha consentito a Poste di salire al 24,81% e assumere il ruolo di azionista di riferimento, consolidando una governance stabile e riportando il controllo dell'asset sotto un perimetro nazionale. Nel comunicato si sottolinea che l'obiettivo è «dare vita a un unico gruppo integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane» e costruire «la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, pilastro strategico dell'economia nazionale».

Il progetto industriale poggia su una forte complementarità tra le due aziende: la capillarità della rete di Poste, con quasi 13mila uffici e una base di oltre 19 milioni di clienti digitali, si integra con la rete fissa e mobile, i data center e le competenze tecnologiche di Tim che diventerebbe la fabbrica prodotto tlc di Poste. Il gruppo combinato arriverebbe a circa 26,9 miliardi di ricavi e 4,8 miliardi di Ebit pro forma, con oltre 150mila dipendenti, creando una piattaforma capace di sostenere investimenti su cloud, dati, intelligenza artificiale e cyber security.

Il lavoro di Labriola negli ultimi anni ha reso Tim un asset più solido e integrabile. La cessione della rete e il rafforzamento del business brasiliano hanno ridisegnato il profilo industriale dell'azienda, aumentando la redditività e la generazione di cassa e rendendo possibile una fase nuova centrata su servizi, infrastrutture digitali e clienti. Nel comunicato si evidenzia, infatti, come Tim rappresenti «un operatore di riferimento con capacità finanziarie e scala tali da sostenere gli investimenti necessari all'innovazione delle infrastrutture digitali nazionali». Le sinergie stimate da Poste ammontano a circa 700 milioni di euro annui a regime, di cui 500 milioni di risparmi di costo e oltre 200 milioni di ricavi aggiuntivi, con benefici attesi già dal 2027 sull'utile per azione e impatto neutrale sul dividendo 2026. Previsti, inoltre, oneri one-off per 700 milioni. Il nuovo gruppo manterrà un profilo investment grade e una struttura finanziaria sostenibile, con una governance stabile.

Sul piano operativo l'integrazione è già iniziata

con la migrazione dei clienti PosteMobile sulla rete Tim, le partnership su energia e assicurazioni e i progetti comuni su cloud e servizi digitali. Il punto di partenza di una nuova fase per il settore delle tlc italiane.

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