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La Bce non ce la dice tutta, paga Lagarde 726mila euro

La presidente dell’Eurotower guadagna il 56% in più di quanto comunicato. E il quadruplo di Powell alla Fed

La Bce non ce la dice tutta, paga Lagarde 726mila euro
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Mentre milioni di famiglie europee fanno i conti con mutui più cari, bollette elevate e un’inflazione che ha eroso stipendi e risparmi, continua a far discutere lo stipendio di Christine Lagarde. Ovvero della presidente della Bce, istituzione che più di ogni altra ha inciso sulla vita economica dei cittadini negli ultimi anni. Ebbene, già sapevamo che la busta paga di madame Lagarde nel 2024 è cresciuta del 4,7% toccando quota 466.092 euro dai 444.984 euro percepiti nel 2023. Ma ieri il Financial Times ha rivelato un dettaglio in più: il compenso effettivo è superiore a quanto dichiarato dalla banca centrale (che non è soggetta alle stesse regole delle società quotate nel blocco obbligate a fornire un «quadro completo e affidabile della remunerazione» di ciascuno dei suoi amministratori). Secondo l’analisi del quotidiano della City, il capo dell’autorità monetaria europea ha guadagnato in totale circa 726mila euro, il 56% in più rispetto allo stipendio comunicato dalla Bce nel suo rapporto annuale. Lagarde riceve circa 135mila euro in benefit per l’alloggio e altre spese. Inoltre, si porta a casa circa 125mila euro per la sua posizione come uno dei 18 membri del cda della Banca dei regolamenti internazionali (BRI), nota come banca delle banche centrali. Ciò significa che Lagarde guadagna quasi quattro volte di più del presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, il cui stipendio è stabilito dalla legge federale statunitense e attualmente è limitato a 203mila dollari (172.720 euro).
Grazie ai pagamenti una tantum aggiuntivi e ai potenziali pagamenti di transizione per i due anni successivi al suo mandato, che dipenderanno dal suo prossimo ruolo, Lagarde può aspettarsi un pagamento totale fino a 6,5 milioni per i suoi otto anni come presidente della Bce, pari a circa 810mila euro all’anno. A partire dal 2030, potrà aspettarsi una pensione annua di circa 178mila euro.
Certo, non parliamo delle stesse cifre degli amministratori delegati delle grandi aziende europee, ma è proprio questo il punto sollevato dai critici: la Bce non è una banca d’affari, bensì un’istituzione pubblica che esercita un potere enorme senza un diretto mandato elettorale.
Tra l’altro, il solo stipendio base di Lagarde la rende la funzionaria più pagata della Ue. Lo stipendio base annuo della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è inferiore del 21 per cento.
Il Financial Times ha condiviso i risultati dei suoi calcoli con la Bce che ha affermato in una nota che lo stipendio del presidente è stato stabilito da un comitato per le remunerazioni e dal suo consiglio direttivo al momento della fondazione, nel 1998.
«L’unica modifica allo stipendio da allora, per tutti i presidenti, è stata l’adeguamento annuale dello stipendio che si applica a tutto il personale della Bce», ha affermato.

Aggiungendo che la sua informativa «è in linea con quella di molte altre istituzioni pubbliche internazionali», e di aver «aumentato il livello di trasparenza nel tempo».
Resta la domanda: è accettabile che chi chiede sacrifici agli europei sia così lontano, anche economicamente, dalle conseguenze delle proprie decisioni?

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