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Montepaschi, la Procura a corto di prove

I pm ammettono: "Le indagini svolte hanno lasciato diversi aspetti opachi o contraddittori"

Montepaschi, la Procura a corto di prove

Il giorno dopo lo scossone giudiziario, il titolo Mps ha chiuso un'altra seduta in rosso cedendo il 2,1% mentre Mediobanca ha limato solo dello 0,15%. Le indiscrezioni sugli indagati, va ricordato, sono state duffuse dal Corriere della Sera nel pomeriggio di giovedì a Borsa aperta e il Monte poco dopo ha archiviato la seduta lasciando sul terreno il 4,5% (Piazzetta Cuccia quasi il 2%). Eppure le accuse della procura di Milano, sin qui note, sono piuttosto generiche. Fanno riferimento all'ostacolo alle funzioni di vigilanza (Consob, Bce e Ivass) e una non meglio precisata manipolazione di mercato: oggi, con lo studio delle carte, si capiranno meglio i confini dell'inchiesta. Dalle prime indiscrezioni è però facile intuire che manca ancora la cosidetta pistola fumante. Del resto, in un passaggio del decreto che giovedì ha accompagnato le perquisizioni, infatti, si premette che «attraverso gli strumenti investigativi sinora dispiegati è stato possibile pervenire ad una ricostruzione adeguatamente dettagliata degli eventi che permette già di formulare alcune considerazioni fondate sui comportamenti concludenti posti in essere dagli indagati... tuttavia - si aggiunge - evidenti ragioni di completezza dell'indagine impongono di svolgere ricerche volte anche all'acquisizione di eventuali fonti di prova diretta dell'accordo, così come a chiarire diversi aspetti che le indagini sinora svolte hanno lasciato opachi o contraddittori». Insomma, c'è un fumus ma le prove non sono ancora state trovate. Perché la pistola fumante non può certamente essere l'intercettazione, pubblicata ieri sempre dal Corriere,

della telefonata fra l'ad del Montepaschi, Luigi Lovaglio, e Francesco Gaetano Caltagirone che si complimentano per il via libera dell'assemblea Mps all'aumento di capitale da mettere a servizio dell'Ops su Piazzetta Cuccia. Senza elementi sufficienti, anche i legali esperti in reati finanziari non si sbilanciano nel commentare l'inchiesta. Lo stesso presidente della Consob, Paolo Savona, è stato cauto spiegando che ci sono alcune ipotesi di reato, come l'insider trading, che se la magistratura del tribunale finanziario affronta con i criteri delle riforma Cartabia, si può muovere solo avendo documentazioni certe. Dunque, non saremmo in grado di perseguire alcun insider trading.

Una mossa simile all'esposto presentato dall'ormai ex ad di Mediobanca, Alberto Nagel, che ha innescato questa inchiesta era stata fatta dalle Generali nel febbraio 2022: il management del Leone chiese a Ivass se la partecipazione complessivamente acquisita dal gruppo Caltagirone, da Fondazione Crt e da Delfin fosse soggetta ad autorizzazione ai sensi della normativa in tema di assicurazioni in relazione alla acquisizione di concerto di partecipazioni superiori al 10%. Generali chiese a Consob se tale acquisizione fosse soggetta agli obblighi di comunicazione in ordine, fra l'altro, ai programmi futuri. Ad aprile dello stesso anno l'Ivass comunicò che non si riscontravano elementi utili per l'avvio di un'indagine. E pure la Consob escluse anomalie o asimmetrie informative da parte degli ex pattisti.

Non una parola dalle autorità, invece, sul timing di un'altra offerta, quella lanciata da Mediobanca su Banca Generali: giovedì 24 aprile Piazzetta Cuccia nomina il cda delle Generali, lunedì 28 propone al cda così nominato di spogliarsi di un pezzo pregiato della compagnia in cambio di azioni proprie. Difficile pensare a una pura coincidenza. Tanto che qualche mese fa a Rocca Salimbeni si sono posti la questione se controbattere all'esposto

Fincantieri, tramite il proprio Polo tecnologico della subacquea, fornirà alla Marina Militare una supply vessel, concepita per garantire la massima versatilità di impiego, incluse operazioni subacquee. La configurazione dell'unità consente di adeguarne l'impiego a diverse funzioni operative, assicurando flessibilità. L'unità sarà sottoposta a lavori di adeguamento presso il cantiere del gruppo a Palermo, con l'obiettivo di trasformarla in una piattaforma tecnologicamente avanzata e pienamente integrata nel sistema di capacità nazionali. Il progetto si inserisce in un percorso volto a rafforzare la presenza italiana nel dominio marittimo, sempre più strategico, attraverso soluzioni modulari e scalabili. «Questo progetto testimonia il ruolo di Fincantieri come abilitatore tecnologico a servizio del Sistema-Paese, capace di coniugare rapidità operativa, innovazione e visione industriale», ha detto l'ad Pierroberto Folgiero (in foto).

di Nagel con un altro che denunciasse un concerto su Banca Generali, ma alla fine nello schieramento è prevalsa la logica secondo cui queste operazioni si fanno battendosi sul mercato e non rivolgendosi alla giustizia.

Dunque, non sarà facile per i pm dimostrare l'esistenza del concerto (e poi, tra chi?). Finora sono rarissime le situazioni in cui è stato individuato, e soprattutto di fronte a evidenze non discutibili.

Ma quand'anche accadesse, va detto fin d'ora ch le sonseguenze pratiche non sfioreranno un'operazione finanziaria che comunque è irreversibile. Il danno certo finora è quello delle vendite che hanno colpito nelle ultime due sedute i titoli del Monte e di Piazzetta Cuccia.

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