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Mps in assemblea nel nome di Palermo

"Il manager ha oltre 30 annidi esperienza". Il cda rivendica il ruolo nel nuovo piano

Mps in assemblea nel nome di Palermo
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Il Monte dei Paschi si rivolge agli azionisti con una lettera firmata dal presidente Nicola Maione e dal presidente del Comitato Nomine, Domenico Lombardi, che è insieme rendiconto e dichiarazione d'intenti. Il messaggio ai soci e al mercato in vista dell'assemblea del 15 aprile è chiaro: la fase che si apre richiede stabilità e la capacità di gestire una trasformazione complessa.

Il cda rivendica il ruolo centrale avuto nella definizione del piano strategico e rimarca che la sua proposta «nasce da un processo trasparente, strutturato e basato su standard internazionali, con scelte guidate da criteri meritocratici e dalle competenze». In questo quadro, e «a seguito di un'approfondita valutazione comparativa», Fabrizio Palermo viene indicato come candidato unico al ruolo di amministratore delegato, in virtù di «oltre trent'anni di solida esperienza internazionale nel settore finanziario, accompagnata da visione strategica, leadership inclusiva e capacità implementativa, avendo guidato con successo tre processi di trasformazione di grandi istituzioni in ambito finanziario e industriale».

Nella lettera, si sottolinea che «la banca è l'unico soggetto, tra coloro che hanno proposto una lista di maggioranza, ad aver sollecitato le deleghe nel pieno rispetto delle migliori prassi di mercato». La composizione del nuovo board riflette «un'integrazione tra memoria istituzionale e nuove professionalità» con il 55% dei candidati che presenta esperienze pregresse, mentre il 45% rappresenta nuovi ingressi. Vengono poi evidenziate «una presenza femminile pari al 55% e una distribuzione anagrafica equilibrata». Sotto il profilo qualitativo, la lista «garantisce un'elevata copertura delle competenze chiave, con una media superiore ai benchmark (oltre il 90%) di profili dotati di esperienza consolidata nei settori bancario e finanziario, nella corporate governance e nelle responsabilità manageriali».

Nel documento si affronta anche il tema dell'esclusione dell'ex ad Luigi Lovaglio, definita come una «valutazione articolata che non è riconducibile esclusivamente a considerazioni relative a indagini in corso e al loro potenziale impatto sulla reputazione della banca». Il processo di autovalutazione del consiglio viene infatti spiegato - ha «evidenziato la necessità che la leadership esecutiva sia dotata di competenze, capacità e visione strategica maggiormente allineate alle imminenti sfide di mercato, che caratterizzeranno il futuro percorso di trasformazione» dell'istituto senese e che «favorisca una maggiore apertura al dialogo e un'interazione più inclusiva ed efficace all'interno del consiglio, per garantire solide dinamiche di governance».

La lettera si chiude con un appello esplicito agli azionisti: sostenere la lista proposta per garantire coerenza tra governance e piano industriale perché in gioco non c'è solo il rinnovo del Consiglio, ma la credibilità di un percorso di integrazione e crescita. La parola sulle liste passa ora ai proxy advisor: entro il 2 aprile sono attese le loro indicazioni che vengono generalmente seguite dai grandi fondi internazionali.

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