Leggi il settimanale

Mps, lo strabismo della Bce sul cda

Da oltre venti giorni il consiglio di amministrazione di Montepaschi attende la sostituzione di Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi con Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, primi dei non eletti della lista di minoranza

Mps, lo strabismo della Bce sul cda
00:00 00:00

A Siena il tempo della vigilanza bancaria sembra avere una sua metrica autonoma. Non quella lineare e prevedibile dei regolamenti europei, ma una più elastica e curiosamente selettiva. Da oltre venti giorni il consiglio di amministrazione di Montepaschi attende la sostituzione di Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi con Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, primi dei non eletti della lista di minoranza. Una procedura che avrebbe dovuto scorrere come ordinaria amministrazione e che invece si è impantanata nei tempi indefiniti della Bce. Il punto è semplice: come può la valutazione di due profili già ampiamente scrutinati e approvati fino a poche settimane fa richiedere più tempo rispetto a quella di consiglieri appena entrati nel board? Brancadoro è stato addirittura vicepresidente della banca. Viene allora il dubbio che a Francoforte esista una singolare forma di amnesia burocratica capace di cancellare in fretta verifiche appena concluse e giudizi già espressi. Perché qui non si tratta di figure sconosciute o improvvisate, ma di uomini che fino all'altro ieri sedevano negli stessi uffici e partecipavano alle stesse deliberazioni. Il paradosso diventa ancora più interessante osservandone gli effetti concreti.

Mentre la Bce riflette, il cda resta numericamente mutilato e la maggioranza che sostiene Luigi Lovaglio si ritrova molto più forte dell'otto contro sette (8 a 7) uscito dall'assemblea di aprile. Due poltrone vuote nella minoranza equivalgono infatti a una sterilizzazione temporanea del dissenso. E così il ritardo autorizzativo produce un vantaggio politico-finanziario enorme proprio nella fase più delicata per Rocca Salimbeni, mentre sul mercato si rincorrono le ipotesi aggregazione con Banco Bpm e sulle possibili integrazioni con Mediobanca. In finanza nulla è neutrale, nemmeno il tempo. Soprattutto il tempo. E il calendario delle autorizzazioni può diventare esso stesso uno strumento di equilibrio o di pressione. Più passano i giorni, più il management consolida la propria posizione e più si attenua il peso della minoranza uscita dalle urne assembleari.

Naturalmente nessuno mette in discussione il diritto-dovere della Vigilanza di esercitare controlli rigorosi. Ma altra cosa è ignorare la percezione che inevitabilmente si genera quando la medesima istituzione mostra velocità supersoniche in alcuni casi e lentezze da catasto borbonico in altri. I consiglieri della lista vincente hanno ottenuto il via libera in tempi fulminei; per Brancadoro e Caltagirone il semaforo resta ostinatamente giallo, nonostante non se ne veda la ragione. E allora il tema non riguarda più la qualità dei candidati, bensì la coerenza del processo. Perché quando la coerenza si appanna cresce inevitabilmente il sospetto che la tecnica stia lasciando spazio alla convenienza. È il grande limite delle autorità indipendenti contemporanee: più aumentano i poteri, più cresce l'opacità dei criteri con cui quei poteri vengono esercitati. E il rischio è che decisioni formalmente impeccabili diventino politicamente discutibili proprio per i loro effetti concreti.

Ed è qui che la vicenda Montepaschi rischia di trasformarsi in qualcosa di più serio di una semplice pratica amministrativa. Le autorità indipendenti vivono infatti non soltanto della correttezza delle decisioni, ma anche della percezione della loro imparzialità. Se il mercato inizia a pensare che il cronometro della vigilanza acceleri o rallenti a seconda degli equilibri interni, si incrina la credibilità stessa del sistema europeo di supervisione.

E oggi, curiosamente, il tempo sembra giocare tutto dalla parte di Lovaglio. Forse è soltanto una coincidenza burocratica, ma nel capitalismo relazionale italiano le coincidenze, quasi sempre, sono la forma più elegante con cui il potere sceglie di presentarsi.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica