Oltre alle svalutazioni miliardarie, Filosa ha ereditato anche 46 miliardi di liquidità: una cassaforte piena e un patrimonio industriale ammaccato
Oltre alle svalutazioni miliardarie, Filosa ha ereditato anche 46 miliardi di liquidità: una cassaforte piena e un patrimonio industriale ammaccato
È stato messo un limite a un'idea: che il commercio globale si governi a colpi di emergenza proclamata e tariffe brandite come randelli
L'Italia ha il dovere di tifare per gli eurobond. Non per spirito assistenziale. Non per chiedere sconti. Ma per interesse nazionale
Lo Stato incassa di più non perché chiede meno, ma perché vede tutto. Non perché convince, ma perché controlla
Ventidue miliardi di oneri, perdite fino a 21 miliardi, dividendi azzerati, crollo in Borsa del 25% in una sola giornata e un gruppo costretto a reimpostarsi come se fosse una start-up allo sbando e non uno dei colossi mondiali dell'auto
Per anni ci siamo raccontati che i titoli di Stato rappresentavano l'investimento privo di rischio, la base solida su cui costruire portafogli, politiche monetarie e stabilità finanziaria. Ma oggi in alcune latitudini quella narrazione mostra crepe evidenti
Un dollaro strutturalmente più forte, sostenuto da rendimenti americani volatili e da una Fed meno dipendente dalle congiunture, significa importare restrizione finanziaria senza averla votata. Per l'Eurozona è lo scenario peggiore
Davanti a una partecipazione così corale, è fatale domandarsi: perché? Perché tanta gente sente il bisogno di esserci, di condividere quel momento, di riconoscersi in una eredità che non è solo personale ma nazionale?
Per alcune filiere ad alto valore aggiunto, il mercato sudamericano rappresenta una reale opportunità di crescita. L'Italia, Paese esportatore per vocazione, non può permettersi pregiudizi ideologici sul commercio internazionale
Landini non parla più ai lavoratori reali, quelli che chiedono stabilità, crescita e occupazione. Parla a una platea ideologica, a un sindacato ridotto a partito di lotta