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Unicredit accelera su Commerzbank

Lanciata un'Offerta da 35 miliardi. Il ceo Orcel: "Vogliamo far ripartire il dialogo"

Unicredit accelera su Commerzbank
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Non era credibile che Andrea Orcel avesse abbandonato l'idea di una grande acquisizione. Come ha anticipato il settimanale Moneta sabato scorso (nella foto), il ceo di Unicredit ha però voluto cambiare strategia nella partita Commerzbank con un approccio più dialogante e meno ostile. Così ieri è arrivata l'Offerta pubblica di scambio che mette sul piatto 0,485 azioni di Piazza Gae Aulenti per ogni titolo della seconda banca tedesca, che implica una valutazione di 30,8 euro per ciascun titolo e un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì. Il valore complessivo dell'operazione è di circa 35 miliardi. Un blitz che «punta a far partire un dialogo costruttivo» con l'istituto tedesco. Tant'è che nella nota si precisa che l'offerta mira a «superare il 30%», ma non al controllo dell'istituto. Il periodo d'adesione dovrebbe aprirsi a maggio per un mese, con il regolamento dell'offerta previsto entro metà 2027. Diverse le motivazioni alla base della mossa. Alcune tecniche, come il pericolo che il programma di buyback dei tedeschi facesse sconfinare oltre il 30% Unicredit costringendolo a un'offerta a valori poco convenienti o a vendere titoli. Ma anche la necessità di liberarsi le mani: a prescindere dall'esito dell'offerta, Unicredit avrà rispettato gli obblighi di legge e potrebbe acquistare azioni oltre il 30% sul mercato. Un'altra chiave di lettura è meramente negoziale: portare Commerz e il governo tedesco al tavolo. «Credo che una fusione non solo aggiungerebbe molto valore agli azionisti, ma anche alla Germania, all'Europa», è l'offerta di Orcel nella conferenza con gli analisti. Per il momento, l'approccio dialogante del banchiere non sembra aver sortito gli effetti sperati: «Una acquisizione ostile non sarebbe accettabile», ha detto il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, il socialista Lars Klingbeil, rispondendo a una domanda sull'offerta di Unicredit. «Questo è un annuncio, di cui prendiamo atto, non ancora una proposta». E poi: «Quello che vediamo è che la strada intrapresa è quella giusta: l'indipendenza di Commerzbank sta avendo successo. E il governo federale la mantiene». Posizione ribadita anche dal cancelliere Friedrich Merz, che ha parlato di «offerta dovuta» perché Unicredit avrebbe superato il 30%. L'aspetto più interessante, però, è l'apparente disinteresse a mettersi di traverso: «Il governo tedesco non è un'autorità di vigilanza», ha detto il portavoce, «la supervisione di Commerzbank spetta alla Banca Centrale Europea». Un consesso dove la Germania ha un suo peso, ma comunque nel contesto di un'Europa che invece sostiene il consolidamento tra le banche Ue: «Per rendere l'Unione del risparmio e degli investimenti un successo», ha detto un portavoce della commissione Ue, «abbiamo bisogno di banche forti, perché sono intermediari chiave nei mercati dei capitali». Non pare esserci totale allineamento politico tra la Spd (contraria all'acquisizione) e la Cdu, il partito di Merz, che invece non ha posizioni ostili a prescindere. Il presidente del Land tedesco dell'Assia, Boris Rhein, ha detto che «esaminerà e valuterà la nuova situazione», in modo «aperto e responsabile». Non poteva essere positivo nemmeno il riscontro da parte della ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, l'antagonista principale all'avanzata di Orcel: «Non ci sono le basi per i colloqui». Di fatto, «non ci sarebbe alcun premio per gli azionisti». Ancora più aspra la posizione del consiglio di fabbrica con il suo presidente Sascha Uebel che parla addirittura di un «livello successivo di oltraggio.

Non è solo una mossa non concordata, ma ostile». In Borsa, ieri Unicredit ha chiuso positiva per lo 0,5% a 63,8 euro, mentre Commerz ha chiuso in rialzo all'8,6% a 32,1 euro. Si scommette già sul rilancio. Domani mattina Orcel parlerà a Londra.

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