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Unicredit sale in Generali per blindare polizze e fondi

Il pacchetto dell'8,7% appare un monito a eventuali altri pretendenti del Leone. La partita con Amundi

Il pacchetto dell'8,7% appare un monito a eventuali altri pretendenti del Leone. La partita con Amundi Unicredit sale in Generali per blindare polizze e fondi
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Mentre la Bce sta tenendo i riflettori ben accesi sul caos calmo nella governance del Monte dei Paschi post assemblea, Unicredit avrebbe deciso di espandere la propria partecipazione in Generali con l'obiettivo di consolidare i legami commerciali con l'assicuratore e rafforzare la posizione della banca in eventuali operazioni sulla compagnia promosse da altri operatori. Le indiscrezioni sono state riportate ieri da Bloomberg citando fonti a conoscenza dei fatti.

La mossa, viene spiegato, si inserisce nel quadro delle discussioni in corso tra l'amministratore delegato di piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, e il suo omologo del Leone, Philippe Donnet, su possibili accordi commerciali più ampi. I due manager si sono incontrati più volte negli ultimi mesi per discutere dell'estensione delle partnership esistenti nel risparmio gestito, nelle assicurazioni e in altri ambiti, hanno riferito le fonti. L'iniziativa - continua l'agenzia - mira anche a segnalare a soggetti terzi potenzialmente interessati all'acquisizione di parti o addirittura dell'intera Generali che Unicredit (salita all'8,7% del capitale della compagnia triestina) dovrà essere presa in considerazione.

Venerdì è arrivata anche la notizia del passaggio di mano di un blocco da 3,75 milioni di azioni Generali (pari allo 0,3%) del valore di 141 milioni di euro. I compratori al momento non sono noti, ma l'indiziato principale è proprio l'istituto guidato da Orcel dopo la recente ascesa dal 6,7% a un passo dal 9% che potrebbe essere ulteriormente arrotondato.

Orcel ha sempre detto che la quota è di natura finanziaria e il 17 giugno 2025 aveva dichiarato di volerla ridurre per uscire del tutto dal capitale «nel tempo». Ma non ha escluso la possibilità di valutare spazi di collaborazione con il Leone. In teoria - è il ragionamento che fanno gli analisti l'ambito potrebbe riguardare sia le assicurazioni, dove i due gruppi hanno già una partnership di bancassicurazione nel Centro ed Est Europa (dove Generali colloca polizze danni negli sportelli delle banche di Unicredit dal 2018, in un accordo che scadrà solo nel 2033), sia il risparmio gestito (con Orcel intenzionato a chiudere l'anno prossimo l'alleanza con Amundi). Senza dimenticare la scadenza dell'accordo nel settore Danni tra Unicredit e Allianz nel 2027. E considerando che Trieste è ancora a caccia di un partner nell'asset management in seguito allo stop all'operazione Natixis.

Le mosse di Orcel vanno lette anche attraverso la lente di Siena, dopo il mancato ribaltone al Montepaschi con il ritorno di Luigi Lovaglio avvenuto anche per il voto decisivo di Delfin. E dopo le indiscrezioni, rilanciate dal Financial Times (ma smentite, per ora, dalla banca senese), sulla vendita del 13,2% del Leone da parte di Mps per arrivare alle nozze con il Banco Bpm. Un patto tra Unicredit e Generali, però, non lascerebbe indifferente Intesa Sanpaolo.

Il gruppo guidato da Carlo Messina è di fatto il principale player domestico nel risparmio gestito con masse per oltre 900 miliardi di euro.

In Piazza Affari nell'ultimo mese il titolo del Leone ha guadagnato il 13,6%, quello di Mps quasi il 24%, Unicredit il 3,8% e Banco Bpm il 4,4 per cento.

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