«Basta rimpalli, serve uno scatto d’orgoglio»

Confartigianato: «Analisi severa e impietosa». Il presidente dell’Antitrust Catricalà: «Aumenti la concorrenza tra le banche». Pezzotta: «In questa fase necessarie misure d’emergenza»

Francesco Casaccia

da Roma

Il nuovo patto sociale, invocato da Antonio Fazio, deve partire dalla riforma del modello contrattuale. «Altrimenti è solo aria fritta». Questo il primo commento del ministro del Welfare, Roberto Maroni, alle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia. Una relazione cupa che il centrosinistra cavalca soprattutto sulla parte che riguarda i conti pubblici e che il centrodestra, invece, «legge» come uno stimolo in più ad accelerare l’uscita dal tunnel.
C’era molta attesa per la tredicesima relazione di Fazio. E il governatore non delude le aspettative. L’analisi della finanza pubblica e del mondo industriale italiano è impietosa. Maroni replica sottolineando che un nuovo patto sociale deve partire dalla riforma dei contratti. Altrimenti, sottolinea, «è solo aria fritta». D’altra parte, si domanda, cosa è un nuovo patto sociale? «Forse una riedizione del grande accordo siglato in pompa magna da D’Alema nel dicembre 1998 con un passaggio in Parlamento e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un testo di oltre 100 pagine fitte di impegni e propositi quasi totalmente inattuati?». Se è così, allora «è meglio lasciar perdere». Ma questo governo, continua la risposta di Maroni a Fazio, ha fatto molto. E proprio sulla riforma delle pensioni, il ministro assicura che quella della previdenza integrativa è pronta. A giorni, la bozza verrà presentata alle parti sociali e poi in Consiglio dei ministri. Infine, Maroni contesta l’analisi del governatore sul modello industriale. «Le piccole imprese - dice - vanno salvaguardate e non demonizzate. Occorre proteggere le nostre piccole imprese dalla concorrenza cinese e introdurre flessibilità sui cambi». Sbagliata anche la valutazione sull’occupazione perchè «è un vero miracolo che, di fronte ad una crescita zero, l’occupazione in Italia abbia un segno più». Anche per il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, la relazione di Fazio presenta luci e ombre. «Sono d’accordo sulle responsabilità da addossare ai governi precedenti per la difficile situazione del Paese e su quanto fatto da questo esecutivo per il contenimento della spesa pubblica. Non sono d’accordo, invece, sui passaggi dedicati al caso Cina e alle delocalizzazioni». In ogni caso l’intervento è stato più realistico di quello di Montezemolo perchè «non è sembrato un programma elettorale».
Il leader dell’Udc, Marco Follini, condivide l’appello di Fazio per un nuovo patto sociale «fondato prima di tutto sulla consapevolezza e responsabilità della crisi in cui ci troviamo». Il presidente della Camera, Pierferdinando Casini, chiede «uno scatto di orgoglio» evitando «inutili rimpalli di responsabilità». Per Ignazio La Russa, coordinatore di An, «fa bene il governatore a essere pessimista. L’impegno del governo deve essere tale da trasformare il dato in un senso più ottimista». Il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, condivide l’appello a «ritrovare la fiducia. È necessario uno sforzo congiunto per incrementare le politiche fiscali e i servizi di sostegno alle famiglie meno agiate».
L’opposizione cavalca l’allarme di Fazio. I Ds parlano di analisi «tanto impietosa quanto realistica sul fallimento della politica economica di questi 4 anni». E per Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, a questo punto «urge una manovra correttiva».
Per Confartigianato è «un’analisi severa e impietosa» mentre il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, si dichiara addirittura «un filo meno ottimista di Fazio». Per il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, «deve aumentare la concorrenza tra le banche». E se l’immobiliarista Stefano Ricucci, giudica «ottimo» il passaggio di Fazio sulle banche, l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, auspica «più rigore nella gestione industriale». Infine i sindacati. Savino Pezzotta della Cisl ammette che in questa fase «sono possibili solo misure d’emergenza». E Luigi Angeletti della Uil, parla di «analisi impietosa sull’economia che non cresce e non crescerà nemmeno nel 2005». Per Marigia Maulucci della Cgil quella del governatore è una relazione «impietosa ma incompleta» perchè mancano le responsibilità del governo per il passato e per l’immediato futuro.

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