Mestruazioni, diminuisce l'età del primo ciclo. Le conseguenze nelle adolescenti

In oltre 50 anni l'età della pubertà si è abbassata notevolmente. Uno studio americano spiega il perché e quali sono le conseguenze sulla salute delle donne

Mestruazioni, diminuisce l'età del primo ciclo. Le conseguenze nelle adolescenti

L’età del menarca (il primo ciclo mestruale di una donna) e la sua regolarità sono due fattori che riflettono in maniera importante sulla salute della popolazione, tanto quanto altri fattori su cui la medicina si concentra molto di più. Per questo l'accelerazione della pubertà che in soli 50 anni è scesa di 3 o addirittura più anni, è un fattore preoccupante. Non solo perché spesso questo fenomeno trova "impreparate" le ragazzine a livello psicologico, ma anche per i dati arrivati da un recente studio pubblicato su Jama Network, che ha rivelato come questo anticipo porterebbe a molte conseguenze sulla salute della donna in età adulta.

Lo studio

La lunga ricerca statunitense che ha coperto un range di tempo molto lungo di 55 anni, non solo ha confermato l'abbassamento dell'età della prima mestruazione, ma anche una conseguente irregolarità del ciclo. Lo studio ha preso in esame oltre 71 mila donne di diverse razze ed etnie e la prima sorprendente scoperta è quella che l'anticipo riguarderebbe maggiormente le donne di colore, le asiatiche, le ispaniche, rispetto alle altre di pelle bianca, per motivi ancora non ben chiari.

Un'ulteriore peculiarità riportata dallo studio, vede nelle popolazioni con problemi di malnutrizione e la tendenza ad un rischio di infezioni più elevate, l'arrivo ritardato delle mestruazioni, in media dai 12 anni in su. Al contrario nei paesi dove le ragazze sviluppano prima di quell'età, c'è la tendenza generalizzata ad un'ipernutrizione con un rischio più elevato di malattie croniche.

Lo scopo della ricerca

Fino ad ora la medicina si era basata su studi obsoleti pubblicati negli anni '60 e i dati confrontati con questa recente pubblicazione nell’ambito dell’Apple Women’s Health Study, utilizzando i dati di monitoraggio del ciclo su iPhone e Apple Watch e mettendoli a confronto con dati demografici e antropometrici raccolti già a partire dagli anni '60, hanno evidenziato molte novità dovute all'industriazlizzazione e l'evoluzione della società - non tutte positive - che in qualche modo hanno abbassato l'età della pubertà.

Perché si anticipa lo sviluppo

I risultati portano a sostenere che una delle problematiche di questo anticipo, potrebbe essere l'aumento dell'obesità infantile, ipotesi confermata anche precedenti studi, che hanno collegato il fenomeno al consumo di cibo spazzatura. Le bambine in sovrappeso hanno livelli più elevati di ormoni sessuali e livelli di leptina, un ormone prodotto dalle cellule adipose, che può accelerare la pubertà.

Ma non si tratterebbe soltanto di questo. Altre ragioni potrebbero essere contaminazioni chimiche dovute all'ambiente circostante o a sostanze inquinanti - ne sono state catalogate circa 15mila - che si possono trovare ovunque, dai prodotti di largo consumo, al cibo e addirittura l'acqua.

Il periodo del Covid

Interessanti sono anche i dati che riguardano il periodo della pandemia dove i ragazzi in generale, sono rimasti per lungo tempo chiusi a casa. Questo ha fatto cambiare la loro dieta aumentando il numero delle calorie ingerite e diminuendo l'attività fisica, provocando un aumento di peso. Inoltre, prendendo in esame la pandemia nella sua totalià quindi anche le vaccinazioni e lo stress che ha provocato, si sono notati cambiamenti nelle caratteristiche mestruali. Un recente rapporto, incluso poi nello studio, sostiene ad esempio che i vaccini somministrati durante il periodo follicolare (la prima delle fasi del ciclo mestruale che inizia il primo giorno del ciclo) prolungava la durata delle mestruazioni di un giorno, e che la "chiusura" forzata e la paura del virus hanno fatto lievitare lo "stress" anticipando l'arrivo delle mestruazioni già all'età di 7 anni.

Questo perché la connessione mente-corpo quando si tratta di mestruazioni è molto stretta, visto che il ciclo mestruale è regolato dall'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che comunica con l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Gli estrogeni (ormoni del ciclo mestruale) e il cortisolo (ormoni dello stress), oltre agli androgeni, che sono classificati come ormoni maschili, sono tutti steroidi, derivati ​​dal colesterolo e associati ai tempi puberali e alla regolarità del ciclo mestruale.

Ed è quindi molto probabile che l'indice di massa corporea e lo stress che si sono "incontrati" nella pandemia hanno interagito velocizzando l'arrivo delle mestruazioni, non solo accelerando la pubertà precoce, ma anche prolungando il ciclo mestruale.

Le conseguenze future

Zifan Wang, il principale autore dello studio ha spiegato i risultati in un'intervista al Washington Post, partendo dal dato sull'irregolarità del ciclo: "Risulta molto preoccupante, perché questo è un indicatore importante di eventi avversi per la salute in età avanzata, e la possibilità di sviluppare con più frequenza malattie coronariche, diabete di tipo 2 e artride reumatoide".

"Inoltre - ha spiegato - il ciclo mestruale precoce inciderebbe anche sulle future gravidanze con un aumento dei parti precoci riscontrato maggiormente nelle ragazze che hanno avuto il ciclo prima dei nove anni". La logica conclusione dello studio, pandemia a parte perché evento non prevedebile, è quella che cibo, lo stress e una vita frenetica hanno un peso molto importante anche nell'età dell'adolescenza.

Sembra banale, perché spesso è la panacea per molte altre patologie, ma sarebbe fondamentale tornare ad un modo di nutrirsi con cibi molto meno "processati" e semplici oltre ad una vita maggiormente attiva. Anche senza studi medici questi accorgimenti potrebbero essere molto più salutari di quanto si possa immaginare.

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