Berlusconi: "I nostri iscritti decideranno il nuovo leader"

Il Cavaliere: "Il nostro candidato sarà scelto attraverso le primarie tra i nostri iscritti, che sono già un milione e 200 mila. E al nuovo governo ripete: "No alla patrimoniale, sì a un'imposta simile all'Ici, già prevista dal nostro governo". Poi assicura: "Monti mi ha garantito che non si candiderà" Ecco il Natale di SuperMario: Ici, pensioni e Iva più salata

Berlusconi: "I nostri iscritti decideranno il nuovo leader"

Berlusconi non ha intenzione di mollare la politica. Anzi, vuole occuparsene ancora - e con maggiore impegno - ma in modo diverso. Al centro dei suoi pensieri c'è il futuro del centrodestra e, dunque, del Pdl, la sua creatura. Il Cavaliere anticipa quella che sarà una vera e propria svolta nel futuro del partito e di tutta la coalizione: le primarie. Attraverso di esse verrà scelto il nuovo leader. Berlusconi lo dice in un'intervista al Corriere della sera.

"Confermo che il nostro candidato sarà scelto attraverso le primarie tra i nostri iscritti, che sono già un milione e 200 mila. Quanto al pronostico, ho la ragionevole convinzione che a vincere le primarie sarà Angelino Alfano, che ha tutte le qualità per essere un ottimo presidente del Consiglio". Non è la prima volta che il Cavaliere indica l'ex Guardasigilli come suo possibile "erede politico". Ma l'indicazione del metodo democratico delle primarie fa pensare che ci potranno essere - anzi ci saranno - altri candidati in lizza, dando vita, così, a una vera competizione democratica per la leadership del partito più importante del centrodestra italiano.

Un altro tema caldo che Berlusconi affronta è quello della legge elettorale. Da tempo si parla della necessità di modificarla, e sono state raccolte 1,2 milioni di firme per abolire il "Porcellum" (l'attuale sistema elettorale). Il Cavaliere osserva: "Non accetteremmo mai una legge elettorale che non garantisca il bipolarismo e la possibilità per l’elettore di scegliere la coalizione vincente, il premier e il programma. Ora c’è chi vorrebbe tornare indietro; ma noi lo impediremo". Ma prima di tutto Berlusconi puntualizza: "E' materia di competenza del parlamento e non rientra nel programma di governo". Un modo come un altro per ribadire che la legge elettorale cambierà, ma solo se lo vorranno le forze politiche. Niente forzature, dunque, da parte di Monti & C.

Quanto al rapporto con la Lega di Bossi - che qualcuno dà per esaurito - il leader del Pdl afferma: "Sono sicuro che manterremo il rapporto stretto che c’è sempre stato tra noi e la Lega. La Lega è un alleato solido e leale. E il Pdl è l’unico vero alleato su cui la Lega potrà contare anche in futuro".

Altro tema caldo, le tasse, e in particolare l'Ici. Berlusconi ribadisce la linea: "Siamo contrari alla patrimoniale". E prosegue: "Monti ha fatto intendere che porterà la tassazione degli immobili in linea con la media europea, mentre ora è al di sotto. È possibile che questo comporti l’introduzione di un’imposta simile all’Ici, da noi già prevista con il federalismo, ma completamente diversa rispetto alla precedente impostazione già nella nostra riforma. Dunque una continuità di linea con il nostro governo, con un probabile anticipo dei tempi rispetto al 2014 che noi avevamo previsto". Dunque, niente marce indietro sulla patrimoniale, rispetto alla quale Berlusconi ha sempre detto che porrà il veto. Ma semaforo verde a una nuova imposta, simile all'Ici, peraltro già prevista dal precedente governo, per ridare fiato agli enti locali.

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