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I legami tra la destra Usa e Vannacci

Harnwell: "Un progetto con il generale". E Salvini lo punge sul vincolo di mandato

I legami tra la destra Usa e Vannacci
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"Certo che c'è un progetto". Benjamin Harnwell, da sempre l'uomo di Steve Bannon in Europa, sibila e lascia intendere al Giornale. Per l'animatore della War Room dell'ex guru trumpiano, "non è il momento di parlare di un appoggio formale". L'alt-right americana, un pezzo del mondo Maga, guarda con favore alla mossa di Roberto Vannacci. "Il generale e io siamo in contatto diretto e sto tenendo aggiornato Steve Bannon sugli sviluppi". La prospettiva, quando riguarda l'ex capo stratega della Casa Bianca, è sempre europea. "Secondo me dice Harnwell sarebbe ideale se i Patrioti di Viktor Orbán trovassero il modo di tenere il generale nel loro gruppo. E che trovino il modo di far entrare anche l'Afd. Serve un super gruppo di sovranisti, sarebbe molto potente". E l'Ecr di Giorgia Meloni? "Sta seguendo troppo il volere della von der Leyen", chiosa l'uomo di Bannon.

Insomma, le tante domande su chi ci sia "dietro" Vannacci iniziano a trovare risposta. Giulio Curatella, uomo di Vannacci per il Centro-Sud, sta per dare alle stampe Patriots Project, un libro sul sovranismo europeo, da Trump a Vannacci. La prefazione? Di Harnwell, naturalmente. Quella di Bannon una frazione della destra Usa, abbastanza emarginata dal trumpismo, che non vede di buon occhio l'invio di armi a Kiev. Una geometria che si riflette anche nel Parlamento italiano, con i leghisti Edoardo Ziello e Roberto Sasso e con il vannacciano Emanuele Pozzolo e il loro ordine del giorno sulla sospensione delle forniture militari all'Ucraina. È sovranismo duro e puro, insomma, che strizza volentieri l'occhio alla Russia di Vladimir Putin. Il Pd, nonostante i legami tra Vannacci e l'alt-right, continua a esultare. Caterina Conti, coordinatrice dem nel Friuli Venezia Giulia, già intravede "equilibri instabili" nella maggioranza del presidente Fedriga. È la segreteria di Elly Schlein, che va a braccetto con i filo-Askatasuna di Avs, e stappa lo spumante per una micro-scissione in Lega fomentata da pezzi del mondo Maga. Filippo Sensi, parlamentare dem, è più moderato: "Il mercato per Vannacci c'è. La domanda è se spingerà Fdi e Lega a radicalizzarsi o se creeranno un cordone sanitario attorno". Carlo Calenda, invece, intravede nel vannaccismo un sicuro fattore d'instabilità per il centrodestra: "Il governo si metterà a seguire Vannacci per paura di perdere l'elettorato, diventerà più anti-europeo e di destra". Poi c'è Italia viva. Renzi ha individuato per primo la questione Vannacci. "La politica va capita", dice la capogruppo al Senato Raffaella Paita. "Con Meloni che non mantiene le promesse, si è creato uno spazio a destra e Vannacci lo riempie. Può succedere quello che è successo in Uk con Farage, che ha beneficiato della debolezza su tasse, immigrazione e sicurezza del Partito conservatore. E con Farage in campo, Starmer, laburista, ha vinto". Gli ultimi sondaggi registrano "Futuro nazionale", che per ora non è organizzato come partito, all'1.6%. Non è il 4% paventato da YouTrend poco dopo la rottura tra Matteo Salvini e Vannacci. Il centrodestra comunque sta a guardare. Il co-presidente del Gruppo Ecr ed europarlamentare di Fdi Nicola Procaccini ritiene il momento "prematuro". L'eventuale "compatibilità" con la coalizione "dipenderà" da alcuni elementi. Quello "dirimente" sarebbe lo "schiacciamento su posizioni russe" di Vannacci, in relazione alla guerra in Ucraina. Il vicepremier Matteo Salvini ieri ha punto Vannacci a 8 e mezzo sul tema del vincolo di mandato: "Cambierei l'articolo 67, se cambi partito ti dimetti". L'europarlamentare leghista Susanna Ceccardi è tranchant: "Lo segue gente che ha girato diversi partiti. Il suo braccio destro in Toscana era in Futuro e Libertà". Il numero due del "vannaccismo" è Massimiliano Simoni, che il generale ha voluto nel listino in Toscana.

Per Anna Maria Cisint, altra europarlamentare leghista, il generale "ha scelto di abbandonare senza combattere". Maurizio Lupi, per Noi Moderati, ha definito Vannacci "incompatibile" con il centrodestra. Il "futuro" di Futuro nazionale non è scontato.

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