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"Bestie strane e ordinario caos terrestre. In scena mi sento più libero che sul web"

Il chimico che fa il comico Barbascura X: "Temi seri, ma poi si ride"

"Bestie strane e ordinario caos terrestre. In scena mi sento più libero che sul web"
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Maneggia la scienza come una chitarra elettrica, diverte come un comico, si attiene ai fatti come un vero studioso: guardi Barbascura X, ti viene in mente che al mondo lui non ha regalato nemmeno il suo nome reale (si sa solo che è tarantino) e, alla fine dei conti, pensi sia una rockstar. Poi, di fronte ai titoli di studio ("Laurea in chimica organica con un dottorato in chimica verde e produzione di materiali da fonti rinnovabili") e alle cifre del suo successo (la sua rubrica storica "Scienza brutta" è diventata un culto del web) è facile fidarsi di quel che dice. Al netto del fatto che come racconta il titolo del suo one man show - "Sono qui per caos", in cartellone questa sera al Teatro degli Arcimboldi lui a un disegno razionale del mondo non ci pensa nemmeno un attimo. Nessuna sceneggiatura divina, nessun film, e anzi, come dice spesso: "La vita è come un film? Sì, ma devo essermi addormentato, perché non ho capito la trama. Non so perché sono qui né perché".

YouTuber, chimico, divulgatore scientifico, performer teatrale: ci è nato o lo è diventato?

"La seconda. Non è stata una missione all'inizio: cominciai a fare video di divulgazione sul web quando ancora non sapevo cosa fosse un divulgatore. Ho aperto il mio canale YouTube quando ero all'università, per divertimento. Era una cosa che facevo per me e i miei amici. Il primo video della serie Scienza Brutta è nato nel 2016, e aveva il solo scopo di cazzeggiare: per dire, raccontavo dei 10 peni più mostruosi del regno animale".

L'anima da comico era incastonata in quella da studioso di scienza.

"Due anni dopo iniziai la rubrica Scienza Brutta. All'epoca ero in dottorato, vivevo ad Amsterdam, la mia coinquilina era in fissa coi panda. Ho scaricato un sacco di letteratura scientifica e articoli per provare quanto facesse schifo quella bestia. Avevo involontariamente creato un monologo da usare come strumento contundente nei suoi confronti".

La Natura sembra avere un ordine: siamo veramente qui per caso?

"Ordine è solo un concetto, una parola inventata da noi umani, che cerchiamo disperatamente un ordine in tutto. Nella Natura non c'è ordine, né razionalità: siamo qui per un grande buffo trial and error. Tanto vale godersi il viaggio".

Che tipo di show porta sul palco?

"Sul palco ci sono io, un microfono a gelato e una proiezione. Ovviamente parlando tanto di bestie strane, mi piace che le si possa guardare negli occhi mentre ne demolisco la presunta magnificenza. E poi spero sempre che l'esperienza sia estremamente simile a quello che porto sul web coi miei video. Ovviamente potenziata. Anche perché sul web, per assurdo, non posso dire tutto come vorrei. Sul palco, invece, sono libero. Non ci sono limiti".

Temi affrontati?

"Evoluzione, polvere di stelle, storie di ordinario caos terrestre, e di come tutto quel che conosciamo sia più assurdo di quanto sembri. Sembra un pippone a dirla così, ma giuro che si ride".

Il pubblico si diverte o la prende male?

"Il pubblico? Si impone, urla, domanda. Gli spettatori sono la mia ciurma".

Impossibile non parlare di Intelligenza Artificiale: stiamo allevando un mostro o un maggiordomo fuoriclasse?

"Evidentemente i film su intelligenze artificiali che sbarellano e ci ammazzano tutti non sono bastati.

Scherzi a parte, se da una parte sono intrigato dalla piega che l'AI potrebbe prendere in futuro, soprattutto sul fronte medicina, dall'altra mi preoccupa pensare a cosa potrebbe succedere quando avremo a che fare con un'intelligenza superiore a quella di tutte le menti umane del pianeta combinate".

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