Bologna, concerti nelle chiese per il Festival Martini

Bologna, concerti nelle chiese per il Festival Martini

aDa qualunque angolo la si guardi, Bologna risulta essere una città musicalissima. Città del pop, del jazz, della classica. Una rete di scuole musicali, di sale di registrazione, di case editrici, al quinto posto in Italia per il consumo di musica classica e leggera in rapporto alla popolazione. Qui si stima che il sistema-musica produca 60 milioni di euro l’anno e dia lavoro a 1600 persone. Un fermento artistico che ha fatto sì che Bologna venisse eletta “Città creativa della Musica Unesco”. Così come è stata selezionata fra le 45 città del mondo che partecipano all’Expo di Shanghai 2010 Ora, proprio mentre infuriano le proteste nei teatri italiani, con l’indice puntato contro il Decreto Bondi, e il mondo musicale si veste di lutto, Bologna si mette a lucido e lancia un Festival dedicato a una sua preziosa gemma: Padre Giovanni Battista Martini. Ovvero il musicista conosciuto come teorico del Settecento, e per i suoi splendidi allievi. Fu infatti maestro del prode Amadeus Mozart che venne proprio nella bottega di Martini, nell’Italia culla del melodramma, per imparare l’arte del fabbricar opere. Domenica è stato inaugurato a Bologna il Festival Martini, con concerti, fino a mercoledì 26, nelle Chiese di Santo Stefano, San Giacomo Maggiore e San Giovanni in Monte. Si propongono pagine che da un paio di secoli dormono negli archivi, un bendiddio di rarità affidate all’interpretazione dell’Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri. Martini uomo europeo a tutto tondo, fu in contatto con l’Europa che contava: pur rimanendosene quasi sempre a Bologna. Queste sue relazioni internazionali arricchirono il suo patrimonio di libri, strumenti, dipinti e documenti, patrimonio che costituisce il nucleo principale dell’attuale Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, anch’essa coinvolta nel festival. Martini, musicista europeo, ha solleticato pure l’attenzione del Festival dei Festival, cioè quello di Salisburgo con il quale stanno prendendo forma alcuni progetti. L’iniziativa, inoltre, prevede la trascrizione, l’edizione critica, e l’incisione discografica per la Sony (con strumenti originali) di una parte delle composizioni inedite. La direzione artistica del Progetto e l’edizione critica dell’opera sono a cura di Daniele Proni e Federico Ferri al quale è affidata anche la direzione musicale e la concertazione delle partiture del maestro bolognese. Che esporterà nel mondo, fra le prime tappe vi sono Berlino e la leggendaria Wigmore Hall di Londra.

Mercoledì 26 maggio, ore 20.30, nella Chiesa di S. Giovanni in Monte L’ingresso è gratuito. Per informazioni telefono 051 225128.  

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