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Il Btp Valore batte se stesso e fa il pieno di sottoscrizioni

Nuovo record con la terza emissione del tesoro. Nel primo giorno già raccolti quasi 6,5 miliardi e l’investimento medio sale a quota 30mila euro

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Partenza a razzo per la terza emissione del Btp Valore. Lunedì 26 febbraio, infatti, nel primo giorno di collocamento il titolo di debito del Tesoro riservato ai piccoli risparmiatori ha raccolto oltre 6,4 miliardi, superando di slancio i 5,4 miliardi del debutto della prima emissione e i 4,7 della seconda. I sottoscrittori sono stati circa 211mila, per una taglia media di 30.553 euro. Se così dovesse proseguire, il Tesoro riuscirà a stabilire un nuovo record, visto che il collocamento proseguirà fino a venerdì alle ore 13, salvo chiusura anticipata.
Una buona notizia per il Tesoro, guidato da Giancarlo Giorgetti, che già aveva espresso tutta la sua soddisfazione per i successi dell’emissione di giugno 2023 (18,2 miliardi complessivi) e di ottobre (17,2 miliardi).
Sembra piacere, quindi, la formula di questo Btp Valore che paga cedole trimestrali e ha una durata complessiva di sei anni, con un rendimento minimo garantito del 3,25% annuo per i primi tre anni, che cresce fino al 4% negli ultimi tre. Oltre a questo, è stato confermato (e incrementato rispetto allo 0,5% dell’ultima emissione) il premio fedeltà per chi deterrà il titolo fino alla scadenza allo 0,7% sul capitale investito.
Il taglio minimo per partecipare al collocamento è di mille euro, e non è stato stabilito un tetto massimo, quindi tutti coloro che piazzeranno l’ordine saranno sicuri di essere soddisfatti. "Questo Btp Valore, comprensivo del premio fedeltà, può arrivare a rendere il 3,77% annuo», è il commento di Antonio Tognoli, responsabile delle macro analisi di Cfo Sim, "se si provasse a rintracciare sul mercato un titolo di pari durata, a sei anni, il rendimento sarà più basso del 3,7 per cento. E quindi si può dire che riconosca un premio extra. Questo non è male, se si aggiunge che i tassi d’interesse tra due anni saranno più bassi di quelli attuali e l’inflazione, a partire dal 2025, dovrebbe essere stabilmente intorno al 2%". Quest’ultimo aspetto, infatti, soprattutto quando la cedola salirà al 4% garantirebbe all’investitore non solo una protezione dall’inflazione, ma anche un rendimento reale (al netto del carovita).
Nel frattempo, il differenziale di rendimento tra i Btp decennali italiani e quelli tedeschi, il famigerato spread, è rimasto stabile a 145 punti base, intorno ai minimi da quando il governo Meloni si è insediato a Palazzo Chigi nell’ottobre del 2022. La stabilizzazione dello spread è uno degli obiettivi perseguiti dal governo in questa campagna di collocamento presso i piccoli risparmiatori, che solitamente sono anche quelli meno propensi a vendere il titolo prima della scadenza. Come calcolato da Unimpresa, a dicembre 2021, con il debito che aveva toccato i 2.572 miliardi, famiglie e imprese italiane avevano il 6,4% delle obbligazioni emesse dal Tesoro in circolazione, vale a dire 142 miliardi. Il dato aggiornato a novembre, invece, nei primi 11 mesi dello scorso anno famiglie e imprese avevano in mano il 13,5% di Bot e Btp. Sempre secondo gli stessi dati, cala anche la quota di debito pubblico in mano agli investitori esteri, dal 30,7% al 27,3% nel giro di due anni.
Il Btp Valore gode della tassazione agevolata al 12,5% su cedole e premio fedeltà ed è escluso dalle tasse di succesione. Inoltre, altro fatto non trascurabile in ottica fiscale, è che sarà escluso dal calcolo dell’Isee fino a un massimo di 50mila euro al completamento dell’iter di attuazione della misura prevista dalla legge di Bilancio del 2024.

Non lo potranno fare, almeno secondo quanto riportano le bozze del Decreto legge Pnrr, i percettori di reddito d’inclusione.

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