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Prezzi in calo, i diamanti non sono più per sempre

In miniera il carato costa 99 dollari. Oro tiene banco

Prezzi in calo, i diamanti non sono più per sempre
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L'Italia è il Paese dei modi di dire, quelli che sembrano scolpiti nel buon senso comune come: non è tutto oro quello che luccica, o un diamante è per sempre. Ma cosa accade quando il mercato ribalta i proverbi? Il 2026 sembra avere la risposta: succede che l'oro corre e brilla come non mai e i diamanti, simbolo di eternità, mostrano tutta la loro fragilità.

Negli ultimi mesi il metallo prezioso ha battuto record su record. Il 2025 è infatti stato l'anno migliore per l'oro dal 1949. Dodici mesi con il turbo per il metallo giallo che ha chiuso l'anno sfondando 4.400 dollari l'oncia. Il 2026 è iniziato con un'ulteriore accelerazione portando il bene rifugio per eccellenza a 4.677 dollari l'oncia, avvicinandosi sempre di più alla soglia psicologica dei 5.000 dollari l'oncia. Obiettivo che diversi analisti indicano come possibile già nella prima metà dell'anno. Non ci sono molti dubbi: a spingere le banche centrali ad acquistare sempre più oro sono le incertezze geopolitiche e la disputa aperta fra Unione europea Stati Uniti sulla Groenlandia. A sostenere i prezzi del metallo giallo è poi la dimanda dell'industria. Anche l'argento segue la scia, con il future di marzo salito a 94,35 dollari l'oncia, mentre platino e palladio registrano rialzi superiori all'1 percento.

Eppure, se l'oro brilla più luminoso che mai, i diamanti si opacizzano e perdono la loro purezza. In Botswana, che ospita a Orapa la più grande miniera di diamanti al mondo, il governo si prepara a un periodo prolungato di prezzi deboli. Il ministero delle Finanze di Gaborone stima per l'anno fiscale 2025-2026 ricavi legati ai diamanti pari a 10,3 miliardi di pula (656,87 milioni di euro), meno della metà della media storica di 25,3 miliardi di pula (1,61 miliardi di euro). Questo perché le scorte delle gemme sono quasi il doppio rispetto ai livelli target di inventario a causa dei prezzi persistentemente bassi, lasciando il Paese nell'impossibilità di aumentare la produzione nel breve termine per rilanciare l'economia.

Il Governo sembra essersi rassegnato a un periodo prolungato di prezzi deboli, con gravissime implicazioni per il bilancio del Paese, dove le gemme sono la fonte vitale di reddito. Il calo dei prezzi, iniziato nel 2024, ha già costretto Debswana, la joint venture tra Botswana e De Beers, a sospendere parte della produzione. E l'economia nazionale potrebbe contrarsi di quasi l'1% nel 2025, dopo il -3% dell'anno precedente, sotto la pressione delle gemme sintetiche e della debole domanda globale. E, secondo il Ministero delle Finanze, «è anche probabile che il deficit persista a medio-lungo termine con la possibilità di un mancato recupero».

De Beers lunedì ha annunciato che stava tagliando i prezzi dei diamanti per la prima volta dalla fine del 2024, piegandosi al crollo della domanda mentre la spesa di lusso cinese si ritira, la popolarità delle pietre sintetiche aumenta e le tariffe statunitensi colpiscono l'India, il più grande esportatore di diamanti al mondo.

Secondo le stime, il prezzo dei diamanti grezzi è sceso a 99,3 dollari al carato già a fine 2025, dai 128,8 dell'anno precedente.

Tutti numeri che raccontano una realtà capovolta: oggi è l'oro a sembrare «per sempre», mentre i diamanti devono riconquistare la fiducia del mercato.

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