Bossi chiude il caso: «La Liguria è di Biasotti»

Bossi chiude il caso: «La Liguria è di Biasotti»

(...) Intese dichiarate, presenze a conferma la scalata comune. E soprattutto c'è Biasotti ad acchiappare il microfono per gridare la sua soddisfazione: «Sono felice d'essere stato invitato nonostante non fosse in programma - è l'esordio dell'onorevole che raccoglie un applauso d'affetto - Mi trovate smagrito perché assistere al drammatico sfascio della nostra Regione mi macera. Aspetto la svolta, aspetto che si cambi. E noi vogliamo farlo con gli amici della Lega. Nessun partito è riuscito in quello che ha fatto la Lega in questi ultimi anni. Ringrazio i leghisti locali, abbiamo bisogno d'essere amici e alleati, abbiamo bisogno di Veneto e Lombardia. Cercherò di dare alla Lega e al Pdl le soddisfazioni che attendono». Applausi.
Tocca a Francesco Bruzzone fare da apripista al ministro: «Bella piazza, ma i segnali arrivano da tempo. Questa Regione ha iniziato un vero cambiamento e il contributo della Lega è stato fortissimo». Ecco Bossi con Rosi Mauro, vice presidente del Senato. Si spellano le mani, parte il «Va pensiero» che Bossi intona mentre i palloncini verdi prendono per il cielo. L'onorevole Michele Scandroglio è seduto in prima fila accanto a Roberto Levaggi. «Portiamo avanti il processo di liberazione di questa Regione in cui governa ancora la coalizione di Prodi - incalza Bruzzone - Al presidente Burlando questa volta l'autostrada gliela facciamo prendere dal verso giusto» promette con forza tra applausi e incitamenti. Un gesto più che eloquente ad accompagnarsi, che di fatto la campagna elettorale è partita ieri dal palco di quella Chiavari, in cui Bossi all'epoca sostenne la candidatura a sindaco di Vittorio Agostino, che «tanto bene ha fatto, basta guardare il lungomare». Un allungo sui ricordi, «la prima volta che ho visto il mare ero in colonia a Chiavari», la soddisfazioni per gli operai che lo hanno raggiunto la sera precedente a cena al Lord Nelson per dirgli che erano con lui. La folla che inneggia. Fazzoletti, magliette verdi. Bossi è tra la sua gente, «i politici sono uomini come voi».
Poi il chiodo fisso dei salari da adeguare al costo della vita: «Al Nord la vita costa di più. Stiamo trattando con il sindacati, li ho incontrati a Roma e si sono proclamati federalisti». Più soldi in busta paga promette Bossi e la folla esulta. Poi la bordata contro quell'importante giornale che «s'è inventato un'intervista fatta a me a Pontedilegno e io dovevo ancora andarci. Vogliono massacrarci. E quando Berlusconi si arrabbia con i giornalisti qualche ragione ce l'ha». Ha accanto Rosi Mauro, presidente del Sindacato Padano: «Gagliarda - l'apostrofa il ministro - È più difficile creare un sindacato che mettere insieme un partito». Poi l'aggancio a Maroni, «l'ho preso da bambino; è servito avere un Maroni per fermare l'immigrazione». Accarezza la pancia di Bruzzone, e si gode la piazza tra aneddoti e confidenze. C'è il popolo della Lega che serra le fila, c'è il Pdl che applaude, c'è Biasotti che resta in piedi accanto a segretari locali e consiglieri per tutto il comizio. C'è feeling, c'è la volontà comune di far saltare il banco. Con quella concretezza leghista che piace, che promette intese, che apre di fatto la sfida regionale.
Che la duegiorni chiavarese di Umberto Bossi sia stata tutt’altro che una delusione per Sandro Biasotti lo confermano anche tutti i leader del Pdl. A partire dal candidato presidente. «Sono molto soddisfatto perché con il ministro Bossi è stata ribadita quella stima reciproca che dura da anni - ha sottolineato ancora ieri -. Nel corso dell’incontro conviviale tra me e il segretario federale della Lega Nord, ho avuto la conferma che sul mio nome come candidato esiste la piena condivisione anche da parte della Lega Nord. Personalmente non ho mai avuto dubbi al riguardo e da mesi sono sereno, sia rispetto alla mia candidatura, sia soprattutto rispetto alle possibilità di ottenere un risultato positivo dalle urne. Per ciò che riguarda i “boatos” delle ultime settimane, si è trattato di gossip e di notizie infondate. Tanto è vero che, rispetto ai miei avversari della sinistra, nelle ultime settimane io non ho mai dovuto fare smentite o rettifiche su quelle che sapevo essere bufale».
Ma proprio durante la cena di Chiavari è stato confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il pieno sostegno di Bossi e della Lega a Biasotti. Il clima tra alleati, soprattutto in Liguria, è più che mai sereno. Ed è stato suggellato da un dono inconsueto quanto simpatico. A porgerlo al Senatur è stato Michele Scandroglio, coordinatore regionale del Pdl, a nome del principale partito della coalizione. «Abbiamo offerto a Bossi una composizione in ardesia che ricorda sia il mare sia le montagne liguri - spiega Scandroglio - La dedica lo ha particolarmente commosso, perché spiegava come il Pdl lo salutasse “con stima e affetto” nei giorni di questa sua vacanza chiavarese. Probabilmente non si apsettava questo gesto da un partito diverso dal suo, pur se fedele alleato». E così il patto dell’ardesia ha ribadito l’unità d’intenti.