Bpi fa pulizia nei conti, perdita a 120 milioni

Liquidità a 4 miliardi. Monitorati i rapporti di credito con Gnutti e Ricucci

Michele Boschi

da Milano

Come preannunciato la Bpi fa pulizia in bilancio e chiude il semestre con una perdita di circa 119 milioni di euro. I numeri sono migliori delle attese, considerando le cifre circolate nei giorni scorsi su esposizioni considerate a rischio, e l'introduzione dei nuovi principi contabili internazionali.
Questa semestrale è particolarmente importante perché deve dare una segnale chiaro al mercato e alle autorità. Gli occhi della Banca d'Italia e soprattutto della Procura sono infatti tutti rivolti al rigore attuato nella compilazione del bilancio, anche per capire come muoversi sul futuro del gruppo. A questo proposito una svolta significativa è arrivata anche con l'uscita dal consiglio di Aldino Quartieri, uno dei membri del collegio sindacale, che ha preferito dimettersi, viste le recenti indiscrezioni riportare sulla stampa e le indagini delle Fiamme gialle.
Il consiglio ha voluto dare un segnale forte, facendo pulizia anche nelle partecipazioni più scomode, come quella riguardanti i rapporti con il controverso fondo delle isole off-shore Victoria&Eagle, oltre a quelli con Gnutti e Ricucci. In realtà, le cifre di esposizione da oltre 1,2 miliardi che giorni scorsi non tenevano conto dei pegni che comunque la banca ha in mano, che sono asset e nel caso dell'immobiliarista il 14,9% di Rcs e lo 0,6% di Capitalia. La liquidità non dovrebbe preoccupare, nell'ordine dei 4 miliardi di euro, a seguito dell'aumento di capitale, e poi ci sarà l'ulteriore disponibilità al rientro dalla partita Antonveneta, che potrà essere incassata non appena la Procura dissequestrerà le azioni.
Il vertice fiume ha toccato molti temi spinosi, tra cui la nomina del nuovo direttore generale, su cui però c'è ancora massimo riserbo. L'incertezza dei giorni scorsi ha sicuramente pesato sull'azione (-4,6% in due settimane), ma senza che si verificassero episodi di vendite allarmanti. Il titolo ha atteso con ottimismo la semestrale, guadagnando lo 0,9% a 8,16 euro, con un saldo da inizio anno ancora positivo. «Il mercato è sempre molto attento alle storie di ristrutturazione e non è escluso che qualche investitore abbia scelto di posizionarsi attendendosi una risposta positiva già lunedì mattina in apertura» spiega Alessandro Frigerio, gestore di Abis Sgr «l'azione è senz'altro sottovalutata rispetto ai competitor, e potrebbe recuperare quanto lasciato per strada a seguito delle inchieste e dei rumors sui conti». S'è comportata bene, anche la controllata Reti Bancarie che ha chiuso guadagnando l'1,4% a 34,85 euro, grazie ai risultati in linea alle attese. L'utile al 30 giungo di quest'anno s'è attestato a 18,1 milioni, contro i 75,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno (senza Ias), e con un patrimonio netto di 2,43 miliardi. «I dati non sono confrontabili con lo scorso anno per effetto degli Ias - continua Frigerio - ma ad ogni modo non è stato necessario effettuare nessuna svalutazione, e questo toglie ogni dubbio sulla struttura retail». Proprio quest'ultima continua ad essere l'asse portante del gruppo con asset molto forti sul territorio. Sono infatti le prede che potrebbero far gola a molti rivali e visti i prezzi sul mercato dei vari istituti. Adesso la parola spetta al mercato per commentare i numeri, mentre al management il compito di trovare un nuovo timoniere.

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