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A Brambilla il "Ceresio" con la storia di un delitto

Il direttore del "Secolo XIX" è il giovane cronista che racconta di una dottoressa uccisa nel 1980

A Brambilla il "Ceresio" con la storia di un delitto
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È Michele Brambilla con Non è successo niente di grave (Baldini&Castoldi, 2025), il vincitore dell'edizione 2025-'26 del concorso letterario "Ceresio in Giallo", riservata al genere giallo, thriller, noir e poliziesco nata da un'idea di Carla De Albertis e Jenny Santi. Il racconto della sua esperienza di giovane cronista a Besana Brianza per raccontare l'omicidio nel 1980 di un medico di famiglia, la 34enne Caterina Besozzi. Secondo tra i romanzi editi, nella premiazione alle Ville Ponti con il governatore Attilio Fontana, Daniele Bresciani e La lince sa aspettare (Bompiani, 2025), seguito dalla coppia De Bellis & Fiorillo con Dove si mangia la nebbia (Piemme, 2025). Nella sezione romanzi gialli editi con Ebook certificati accessibili Lia, vittoria a Emilio Martini, pseudonimo delle sorelle Elena e Michela Martignoni, con La numero uno (Corbaccio, 2025).

Un'edizione sempre più ricca che quest'anno ha visto la partecipazione di 637 opere letterarie tra romanzi editi, racconti inediti, "Gialli nel cassetto", "Giallo Junior" e "Il Giallo per tutti" e che ha visto nella giuria la prestigiosa presenza del professor Paolo D'Achille, presidente dell'Accademia della Crusca. Due i premi speciali: alla Carriera per Rosa Teruzzi e alla miglior Taduzione di libri di genere, assegnato a Carmen Giorgetti Cima. Commovente la Menzione speciale consegnata al più giovane partecipante, Fabrizio Di Gioia con il suo Il codice numerico (il Ciliegio editore) scritto ad appena 10 anni.

Brambilla, oggi direttore del Secolo XIX di Genova, si è aggiudicato il premio consegnato da Cristina Debolini di Credem Euromobiliare con un noir che intreccia cronaca, tensione narrativa e introspezione psicologica. "Non è successo niente di grave è il mio primo romanzo racconta - Una storia di provincia che avevo in testa da 45 anni, ispirata a un fatto vero che avevo seguito, giovane cronista, nel 1980, quando ancora si scriveva con la Lettera 22 e si dettavano gli articoli agli stenografi e quando l'Italia usciva a fatica dai cupi anni Settanta, quelli di piombo, per entrare negli Ottanta con tanta voglia di leggerezza. Sono felice che questo romanzo sia arrivato qui a Ceresio in Giallo, una rassegna prestigiosa e così vicina ai miei luoghi del cuore". Primo giallo, ma non unica fatica letteraria di uno scrittore di cui val la pena di ricordare quell'Eskimo in redazione che descrisse la deriva a sinistra dei giornalisti tra il 1969 e il 1977.

Daniele Bresciani è stato caposervizio alla Gazzetta dello Sport e vicedirettore di Vanity Fair e Grazia prima di passare alla Ferrari come responsabile dell'Area publishing. Nel 2023 aveva scritto insieme a Gino Paoli Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni.

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