Budapest in festival tra arte, musica e ricordi storici

Tutti i luoghi e le curiosità da scoprire nella romantica città mitteleuropea che svela una inaspettata gioia di vivere

Marina Moioli

Il modo più singolare di visitarla è il River Ride, l'autobus anfibio che fa il giro di Budapest metà via terra e metà in acqua, sul Danubio (www.riverride.com). Il giro, partenza ogni giorno a orari fissi da piazza Széchenyi István, costa 28 euro ma permette subito di capire com'è fatta la capitale ungherese e quali sono i luoghi classici da non perdere: il Parlamento, il Ponte delle Catene, il Castello, le terme Gellert, l'isola Margherita, il Museo delle Belle Arti (dove è conservata la Madonna Esterházy di Raffaello, imperdibile). Di solito però tutti i turisti cominciano la visita della città dall'alto, vale a dire dalla collina di Buda, con il suo magnifico Castello e il Bastione dei Pescatori, dove si incontrano sempre violinisti di strada che suonano struggenti melodie per racimolare qualche offerta. Questa è la zona indubbiamente più romantica della città, una cittadella medioevale dove è incantevole passeggiare tra palazzi vecchi di secoli e pittoresche stradine illuminate dalla luce giallognola di vecchi lampioni. Da non perdere un concerto d'organo alla chiesa di Mattia, la visita al palazzo De la Motte-Beer e alla casa-museo del mago Houdini o un giro nel Labirinto, un sistema di grotte impiegate per scopi militari, dove si entra anche di notte, muniti di lampade a gas.

Per salire sulla collina di Buda, oltre al bus numero 16 (per chi sfrutta la comoda «Budapest card» da 24, 48 o 72 ore che regala una serie di vantaggi oltre all'uso dei mezzi pubblici), c'è la storica funicolare, in funzione dal 1870 e nata per consentire agli impiegati austroungarici di raggiungere velocemente gli uffici di Palazzo Reale. Proprio questa imponente struttura è al centro di un grandioso progetto di recupero che lo farà tornare com'era prima delle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale sulla base di vecchie fotografie e materiale iconografico d'archivio e grazie a un enorme finanziamento pubblico. Orgogliosi della loro storia, gli ungheresi vogliono riappropriarsi dei fasti del passato, ma non dimenticano le ferite più recenti. E infatti sono molti anche i luoghi da visitare legati alla rivolta dell'ottobre 1956. Uno dei più interessanti è la Terror Haza, la Casa del Terrore, al numero 60 di Andrassy ùt. Quartier generale prima dei nazisti e poi dell'Avh, la polizia segreta del regime comunista, è un dolente museo che ripercorre, tra cimeli, ricordi e foto d'epoca i giorni più bui dell'Ungheria. Camminando per le vie di Budapest (che tra l'altro è piena di zone pedonali) la Storia si incontra a ogni passo. Ad esempio quando ci si trova davanti al commovente Monumento delle scarpe sul lungoDanubio (Id. Antall József rkp, non lontano dal Parlamento), opera del regista Can Togay e dello scultore Gyula Pauer che ricorda il massacro di ebrei compiuto dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate in tempo di guerra. Chi va in cerca del misticismo religioso, invece, lo troverà visitando la Basilica di Santo Stefano e la Sinagoga sulla Via Dohány. Per riprendersi un po' dopo tante emozioni, val la pena programmare una sosta al Central Market Hall, un capannone in vetro e metallo costruito alla fine dell'800 con decine di banchi che offrono golosità ungheresi e souvenir tipici. Oppure puntare verso uno degli storici caffè di Budapest per assaggiare una fetta della tipica torta Dobos: dal Ruszwurm Cukraiszda, al letterario New York Café, dalla pasticceria Lotz al caffè Gerbeaud. E a fine giornata concedersi un momento di relax alle storiche terme Rudas o Gellert, due gioielli che perpetuano la tradizione dei bagni importata qui all'epoca della dominazione turca. Ma Budapest è soprattutto la città della musica, in tutte le sue declinazioni. Così accanto ai templi di quella classica (il Teatro dell'Opera e l'Accademia Ferenc Liszt), ci sono le nuove strutture, i «kertek», giardini immersi nel verde o nascosti in un cortile, che organizzano concerti all'aperto. Da cercare anche i «romkocsmak», vale a dire i «bar in rovine» (www.rombocsmak.hu), ospitati in edifici abbandonati e arredati con mobili di riciclo. Qui si assaggiano la palinka, un'acquavite di frutta o l'Unicum, l'amaro ungherese conosciuto dal 1790, ora tornato in voga anche tra i giovani.

Due volte l'anno, infine, Budapest si trasforma in una straordinaria vetrina di talenti, danza, film, letteratura, musica, teatro, pittura, scultura, arti figurative e tutto quanto fa arte e cultura grazie al Cafe Budapest (che si tiene in autunno, www.cafebudapestfest.hu) e al Festival di Primavera, in programma l'ultima settimana di marzo e la prima di aprile (www.bsf.hu). Info: www.ungheria.it.

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