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Le prime fiamme sul soffitto, i video della festa, poi la trappola e l'orrore a Crans-Montana

Le candele pirotecniche sullo champagne avrebbero incendiato il tetto in legno della sala nel seminterrato. Le autorità: "Difficile identificare i cadaveri per le gravi ustioni"

Le prime fiamme sul soffitto, i video della festa, poi la trappola e l'orrore a Crans-Montana
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Una vera e propria strage di Capodanno a Crans-Montana, lussuosa stazione sciistica svizzera, dove durante i festeggiamenti un rogo ha causato quasi 50 morti. Sono infatti 47 le vittime accertate e almeno un centinaio di feriti. Diversi potrebbero essere connazionali, dal momento che - come hanno raccontato testimoni al Giornale - molti avevano scelto proprio questa località per trascorrere gli ultimi giorni del 2025 e i primi del 2025. "Al momento una quindicina di italiani sono stati trovati negli ospedali", ha detto il ministro Tajani, che domani si recherà sul luogo dell'accaduto. "Purtroppo è difficilissimo identificare le vittime perché sono carbonizzate, ci vorranno settimane per comprendere di chi si tratta. La nostra polizia scientifica è a disposizione per aiutare nell'identificazione dei cadaveri, ne ho parlato con il ministro Piantedosi", ha aggiunto in serata, parlando a Quarto Grado. "È difficile identificare anche i feriti perché se sono in terapia intensiva, se sono sedati e non parlano e non hanno documenti è difficile identificare chi siano. C'è molta confusione, la situazione è complicata".

In serata tre feriti sono stati trasferiti all'ospedale Niguarda di Milano, due 16enni e una 30enne. "Sono intubati e hanno ustioni sul 30-40% del corpo", ha affermato l'assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso. Non è noto, stando a quanto affermato dalla procuratrice capo del Canton Vallese Beatrice Pillou, il numero di persone che si trovavano nel locale.

"Purtroppo le vittime non sono identificabili a causa delle gravi ustioni riportate", ha detto all'Ansa l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha potuto parlare con il colonello Reynard della polizia cantonale vallesana che ha aggiunto che ci vorranno forse giorni se non settimane per identificare tutte le vittime. Il nostro rappresentante nel Paese ha anche affermato che i connazionali dispersi sono 6, mentre i feriti 13. "Le autorità cantonali poco fa durante un briefing hanno comunicato che il numero delle vittime non ancora identificate è 47 mentre quello dei feriti è di 112 di cui 107 identificati. Le autorità stanno informando direttamente le famiglie dei feriti", ha aggiunto.

Stando a quanto riferito dal ministero degli Esteri di Parigi, nove cittadini francesi sono rimasti feriti nell'incendio e otto risultano ancora dispersi.

L'incendio, poi lo scoppio e il panico: sotto accusa le uscite di sicurezza

La tragedia sarebbe avvenuta intorno all'1:30 nei locali Le Constellation, bar della lussuosa località alpina molto frequentato dai turisti e che può ospitare fino a 400 persone, mentre si svolgevano i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno. Al momento dell’esplosione, erano presenti più di un centinaio di clienti, pare per una festa "riservata agli under 17".

Secondo le ricostruzioni pare che delle fontane luminose piazzate sulle bottiglie di champagne (le classiche candele pirotecniche che si usano anche sulle torte) abbiano causato l'incendio del soffitto interamente in legno nella sala al seminterrato del locale. Poi una deflagrazione, sempre secondo testimonianze, forse per la presenza di altro materiale pirotecniche. L'incendio sarebbe divampato molto velocemente e la porta di uscita dalla sala sarebbe stata troppo piccola per evacuare il locale in fretta.

Il panico avrebbe fatto il resto: quando le sono divampate le fiamme tutti i presenti avrebbero iniziato a fuggire "urlando e correndo": "La porta d'uscita era piuttosto piccola considerando il numero di persone presenti. Qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente", ha spiegato una ragazza francese a Bfm-tv. Le giovani hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati "nel giro di pochi minuti". "Avevamo le fiamme a un metro da noi; se non fossimo scappate, saremmo sicuramente rimaste ferite anche noi", ha aggiunto una delle due.

La paura di un attentato

La polizia ha anche confermato che l'incidente non viene trattato come un attentato terroristico, ma nell'edificio - allo stesso civico di Rue Centrale - c'è la sede della sinagoga Beit Yossef, guidata da un rabbino Chabad. Ma per la procuratrice generale Beatrice Pilloud: "Un attentato può essere assolutamente escluso". Già nelle prime ore della giornata la polizia cantonale aveva confermato di escludere che l'esplosione nel locale fosse un attentato terroristico

"Non escluse vittime italiane"

Al momento non si sa se ci sono italiani coinvolti. La Farnesina e il Consolato a Ginevra "seguono la situazione a Crans-Montana" e il ministro Antonio Tajani è stato informato", si legge sui social del Ministero degli Esteri. Una squadra del soccorso alpino valdostano sta operando nella cittadina svizzera di Crans-Montana dove nella notte una esplosione ha causato diversi morti. Da Aosta è partito all'alba un elicottero della Protezione civile regionale con a bordo i tecnici del soccorso alpino e un medico. "Stiamo allestendo una task force per dare tutte le informazioni in loco ai familiari di possibili italiani coinvolti", ha detto Tajani a SkyTg24, "Non possiamo escludere che ci siano italiani coinvolti in questa tragedia, però non abbiamo informazioni in proposito perché è molto, molto difficile fare accertamenti anche sull'identità delle vittime".

Un gruppo di tre ragazzi di Milano, tutti di 16 anni, è rimasto coinvolto nell'esplosione avvenuta nella notte a Crans-Montana. In particolare, da quanto ha appreso l'ANSA, una ragazza è ricoverata in coma all'ospedale di Zurigo. Un altro ragazzo invece è in arrivo in elicottero all'ospedale di Niguarda di Milano con ustioni gravi a una mano, oltre che alla testa. Il terzo amico è stato invece respinto all'ingresso del bar la Costellation. Un altro giovanissimo è ricoverato a Berna.

I soccorsi

Dieci elicotteri, 40 ambulanze e 150 soccorritori sono stati inviati sul posto a Crans-Montana. La maggior parte dei feriti presenta ferite con gravi ustioni. La maggior parte inoltre è stata trasferita all'ospedale del Vallese: il reparto di terapia intensiva è ora al completo, ha affermato Mathias Reynard, presidente del consiglio regionale. Lo riporta Sky News.

Dopo l'incendio è stata imposta una no-fly zone sull'area. Lo comunica in una nota la polizia cantonale, che ha istituito una linea di assistenza per le famiglie (+41848112117) contattabile anche dall’Italia. "Mi sono trovato difronte a una situazione catastrofica, ma ci siamo inseriti in un sistema di soccorso ben oliato, in cui abbiamo potuto operare con ordine e tranquillità, gestendo un flusso continuo di feriti, ustionati e con traumi da schiacciamento". È il racconto di Jacopo Pernechele, medico valdostano intervenuto stamane a Crans-Montana con l'elicottero della Protezione civile della Valle D'Aosta.

Il cordoglio di Meloni

"Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime, a titolo personale e a nome del governo, le più sentite condoglianze per il drammatico incendio", dicono da Palazzo Chigi, sottolineando che la premier segue "con attenzione" l’evolversi della situazione, mantenendosi in stretto contatto con Tajani "al fine di assumere tutte le informazioni sull'accaduto e sul possibile coinvolgimento di connazionali". Meloni, aggiungono, "ringrazia le risorse della Protezione civile già operative ed esprime la propria vicinanza ai familiari delle vittime, ai feriti, alle istituzioni e al popolo elvetici".

La situazione al Niguarda

Sono arrivati in elicottero uno dopo l'altro nell'arco di venti-trenta minuti, "e sono già stati ricoverati", i tre feriti di Crans-Montana trasferiti in serata al Niguarda di Milano. Lo rende noto Filippo Galbiati, direttore di Medicina d'urgenza e del Pronto Soccorso dell'ospedale, che si è preparato all'emergenza "attivando l'unità di crisi con la Direzione sanitaria e la Direzione generale". "Abbiamo messo a disposizione diversi posti letti in Terapia intensiva e di Centri grandi ustioni - spiega Galbiati - e abbiamo recuperato personale aggiuntivo, che si è presentato in Pronto Soccorso e nei reparti per accogliere i feriti.

La valutazione iniziale dei tre pazienti è avvenuta nella shock room di Pronto Soccorso, perché era importante identificare subito il livello di gravità delle ustioni e degli eventuali traumi. La valutazione è stata in urgenza, con delle equipe dedicate, per tutti e tre i pazienti". Attivato anche un team di psicologi, conclude Galbiati, "per il supporto alle famiglie che stanno arrivando in ospedale".

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