Buon compleanno, Paperino In tutti noi c’è qualcosa di te

SEGRETO Pigro, collerico, coraggioso, sfortunato, generoso, dolce: in lui si ritrovano caratteri eterni

Ma voi riuscite a immaginare come sarebbe il mondo se il Papero dei Paperi non esistesse? Difficile, vero? Allora fermi tutti. Tratteniamo il fiato e... «Happy birthday, Paperino»! Settantacinque anni di allergia al lavoro, di debiti, di creditori alla porta, di simpatia, di ozio sull’amaca in una casetta alla periferia di Paperopoli, di imprese sfortunate, una dietro l’altra, con quel vanesio di Gastone che non perde l’occasione di dimostrare quanto è più bello e adorato di te, con quell’avaro di zio Paperone che non molla mai un centesimo e ti chiede l’affitto arretrato, con quella dolce Paperina che però non ti sposa mai, con quelle pesti dei nipotini Qui, Quo, Qua, con quella sfiancata 313 che macina ostinata chilometri su chilometri... ed eccoti ancora qui, Donald Duck! Sembri nato ieri.
Eppure era il 9 giugno 1934. In un cortometraggio animato dal titolo La gallinella saggia appariva come personaggio minore un certo papero che tre anni dopo faceva già concorrenza al celeberrimo Topolino e che oggi è una parte inestirpabile della cultura popolare. Non sappiamo il nome del disegnatore che gli diede la vita nei primi cartoni animati, perché a quanto pare la Disney, pensando di non doverlo più riutilizzare, gettò il model sheet originale: non sapeva però che il papero in questione era uno tosto, uno che si rialza a ogni batosta. E infatti già tre mesi dopo, in settembre, appariva di nuovo nelle strisce del disegnatore disneyano Al Taliaferro. Fino a guadagnarsi il ruolo di protagonista, nel 1937, nell'animazione Don Donald, ambientata in Messico e seguita da altri 127 film. Niente male, per uno allergico al lavoro. Ma cosa c'è dietro tutta la sua simpatia? Perché lo amiamo così tanto?
«C'è che - risponde il filosofo della scienza Giulio Giorello, appassionatissimo di fumetti - che Paperino è doppio. È sfortunato ma è anche generoso. È collerico ma è capace di grandi atti di pietà. A volte è gretto e conservatore ma riesce ad avere interessanti intuizioni sulla vita. Vuole starsene tranquillo ma non esita a compiere grandi azioni, come in quella storia disegnata da Carl Barks dove... salva una famiglia di gattini. Come non affezionarsi a un personaggio così? Anche Topolino all'inizio aveva questa doppiezza, ma poi diventò un po' troppo collaboratore del commissario Basettoni, sclerotizzandosi in “uomo d'ordine”. Paperino no, è rimasto anarchico e paga il prezzo della sua anarchia. Non bastasse, Pico de Paperis, Archimede e persino i suoi nipoti lo fanno passare sovente per ignorante. Zio Paperone lo umilia dall'alto della sua ricchezza. Paperina lo angaria. Ma lui rimane comunque un grande eroe moderno: colora la nostra vita, aiuta la nostra immaginazione. I fumetti hanno questo potere, come l'aveva un tempo la mitologia. Nei fumetti di Paperino ritroviamo anche il lessico e la storia della democrazia americana: pensiamo a quando lui e Paperone e i nipotini fanno guerra a Brutopia, nazione piena di armi e con solo quattro lavandini per l'intero “popolo felice”. Brutopia, la brutta Utopia, era l'Unione Sovietica. In Paperino c'è tutto».
E come nella mitologia, possiamo ritrovare in Donald Duck numerosi archetipi psicologici eterni, magicamente racchiusi in un'unica persona, pardon, un unico papero. Vogliamo fare una prova? Paperino è irascibile. Se lo è lui, perché non dovrebbe esserlo Vittorio Sgarbi? Come non ricordare le sfuriate dello Sgarbi nazionale, così simili a quando Paperino, punto sul vivo, rompe i piatti e salta a mezzo metro da terra. Paperino è goffo: il suo impaccio, la sua dolce insicurezza, ci ricordano i due occhialoni neri più famosi della canzone pop di quest'anno: quelli di Arisa. Paperino è inguaribilmente simpatico. Questo vuol dire solo una cosa: c'è del Paperino anche in Fiorello, che tra tutti gli showmen del nostro Paese è quello che da nord a sud raccoglie tra le gente i sorrisi più trasversali. Volete un Paperino-pasticcione dei nostri tempi? E allora chi pasticcia più di Rubens Barrichello? Parte male, la sua Ferrari ha più problemi meccanici della 313 targata Paperopoli, ha screzi con i vicini di scuderia come Paperino li ha col vicino Jones, ma alla fine lo troviamo sempre in zona podio. Ma anche quando perde Paperino incassa bene. Non ricorda forse Susan Boyle, la casalinga inglese dalla voce stellare, che però ha perso (rialzandosi subito) ai Britains got Talent 2009? Paperino e i soldi: rapporto peggiore di quello che Marco Baldini, sparring partner di Fiorello ed ex giocatore, intrattiene col denaro. Entrambi finiranno mai di pagare i loro debiti? E Luca Giurato, la smetterà mai di fare il Paperino della tv italiana? Una gaffe dietro l'altra, sbaglia le frasi, deve rimangiarsele, incespica vitale nel mondo come un elefante tra i cristalli, ma ha quella tenerezza che piace. In fondo, come lo sfortunato (ma per finta) Dario Vergassola, che in video rivaleggia - quanto a malasorte e sguardi indifesi - col Nostro.
Insomma, avere 75 anni ed essere il perfetto riassunto del nostro presente. Soltanto un papero poteva riuscirci. E che papero.
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