La stagione del Milan sta evaporando davanti agli occhi di un popolo rossonero che non sa capacitarsi di quello che sta vedendo. In una gara anticipata dalla protesta del tifo organizzato nei confronti della società, i rossoneri hanno giocato una partita troppo brutta per essere vera, venendo sommersi dai fischi di un Meazza sotto choc. L’undici di Allegri aveva pure iniziato bene contro l’Atalanta, colpendo un palo con Rabiot dopo quattro minuti ma da lì in avanti, è troppo nervoso per impensierire i nerazzurri. Dea cinica e precisa che approfitta degli errori di una difesa in stato confusionale: ad affondare il Milan è l’uno-due di Ederson e Zappacosta.
All’inizio della ripresa arriva anche la gran botta di Raspadori, che chiude i conti: i rossoneri ci provano con Nkunku ma Carnesecchi si supera, negandogli il gol con parate importanti. Il Milan si sveglia tardissimo: all’88’ un bel colpo di testa di Pavlovic accorcia le distanze, poi il rigore di Nkunku nel recupero rianima il Meazza. Recupero infinito con tanti falli, tante polemiche ma, alla fine, il Milan non riesce a trovare il gol del pareggio. Questa sconfitta complica tantissimo il cammino del Milan, ora quarto con la Roma ma con il Como a due punti. Questo finale di stagione rischia di trasformarsi in uno psicodramma collettivo per il popolo del Diavolo.
Ederson-Zappacosta, Milan a pezzi
Il Milan entra in un Meazza scosso dalla contestazione del tifo organizzato contro la società. entra in campo con la pressione alle stelle dopo la vittoria rocambolesca della Roma a Parma sull’undici di Allegri. I rossoneri, che devono vedersela con un’Atalanta che non ha più molto da chiedere a questo campionato, sono obbligati a vincere per tenere le distanze sui capitolini ma anche su Juventus e Como, entrambi vittoriose. L’approccio del Milan è positivo, con una buona accelerazione di Leao e la cannonata mancina di Rabiot che si schianta sul palo dopo quattro minuti. I bergamaschi giocano con molta più tranquillità rispetto ai padroni di casa e, pur senza impressionare, approfittano al meglio del nervosismo dei meneghini. Al settimo minuto la difesa del Milan traccheggia troppo nel liberare il pallone dall’area, la sfera arriva tra i piedi di Ederson che non ci pensa due volte a scaraventarla alle spalle di Maignan. Se il Meazza è gelato dalla rete del brasiliano, il contraccolpo sul Milan è pesante: i rossoneri non trovano varchi nella retroguardia orobica mentre gli ospiti, prima con il cross di Zappacosta mancato sia da Krstovic che da Raspadori e poi con il tiro di Zalewski che Maignan mette in angolo, sfiorano il raddoppio.
Il Milan, poco alla volta, riesce ad alzare il baricentro, spostandosi nella metà campo ospite: ritmi molto alti e qualche intervento ruvido di troppo ma i giocatori rossoneri sono troppo nervosi ed imprecisi per impensierire la difesa dell’undici di Palladino. L’Atalanta non ha fretta di colpire, tiene a lungo il pallone per poi approfittare ancora di un pasticcio difensivo dei padroni di casa. Krstovic accelera e mette in mezzo un cross sul quale Pavlovic sembra messo meglio: peccato che il serbo non si sia accorto che Zappacosta era alle sue spalle e viene beffato dal laterale azzurro. Fischi pesantissimi all’indirizzo del Milan mentre il Var controlla l’azione prima di convalidare il raddoppio della Dea. Per vedere la prima, vera, palla gol da parte del Milan bisogna aspettare il 34’, quando Carnesecchi è costretto a distendersi per respingere il tiro di Gimenez, peraltro in fuorigioco. Qualche segnale di vita da parte del Milan con Leao che, dopo essersi preso un giallo evitabile, riesce finalmente a tirare in porta ma in maniera troppo centrale per ingannare il portiere dell’Atalanta. Gli ultimi minuti prima dell’intervallo vedono un cross di Leao rinviato dalla difesa ed un tiro da fuori di Saelemaekers parato senza problemi da Carnesecchi. In pieno recupero il belga ha un gran pallone in area ma cincischia e viene recuperato da Hien: troppo poco per riaprire una partita che si sta complicando tantissimo per l’undici di Allegri.
Raspadori golazo, Milan inguardabile
Durante l’intervallo, Allegri opera il suo primo cambio richiamando in panchina l’acciaccato Loftus-Cheek per concedere un tempo a Nkunku. Quattro minuti dopo, Scalvini alza bandiera bianca e chiede il cambio: al suo posto entra Kossounou in un cambio ruolo per ruolo che non modifica l’impianto dell’Atalanta. Il Milan ci prova con tanta volontà ma in maniera talmente confusionaria da vedere Leao e Gimenez scontrarsi per arrivare sul pallone. L’Atalanta, pur non facendo chissà quali miracoli, non sembra nemmeno avere tanta voglia di spingere ma si vede il compito facilitato da una difesa rossonera in confusione totale. Ederson ha tutto il tempo di fornire un gran pallone a Raspadori, Leao non ci arriva e lascia tutto il tempo per prendere la mira e lasciar partire una cannonata che s’infila all’incrocio per il 3-0 della Dea. San Siro ammutolito, senza nemmeno voglia di fischiare e protestare: allucinante che parecchi dei fedelissimi della Sud decidano di lasciare i propri posti con quasi 40 minuti da giocare.
Palladino è talmente tranquillo da permettersi di inserire Bellanova al posto di Zappacosta ma, onestamente, il Milan in campo è come un pugile suonato, incapace di reagire in maniera ordinata ed efficace. Allegri al 58’ richiama in panchina De Winter, Gimenez ed un fischiatissimo Leao, che ha appena tirato in curva un pallone da buona posizione: al loro posto Athekame, Fofana e Fullkrug. Nkunku prova a fare tutto da solo, mette una buona accelerazione ma il suo tiro è sbilenco e altissimo: l’avanti francese ci riprova poco dopo ma, a tu per tu con Carnesecchi, sbaglia tutto e si fa parare il tiro. In un’atmosfera da tragedia greca, i rossoneri si affidano ai singoli ma in maniera spesso velleitaria: il tiro dalla lunghissima distanza di Fofana viene murato dalla difesa mentre Nkunku è troppo solo per impensierire la retroguardia orobica.
Due gol in pochi minuti, non basta
L’avanti francese stringe i denti ed è l’unico a provarci con un po’ di lucidità: al 75’ Fullkrug gioca spalle alla porta e mette in posizione quasi ideale Nkunku. Bello il suo tiro ma ancora migliore è la parata di Carnesecchi, che devia il pallone quanto basta per farlo schiantare sulla traversa. Un minuto dopo Fofana trova lo spazio per il tiro da pochi metri ma il portiere bergamasco riesce ancora a superarsi: il Milan riuscirebbe a trovare il gol della speranza all’82’ ma, prima di gonfiare la rete, Fullkrug era in posizione irregolare. Alla fine, quando l’Atalanta tira i remi in barca, i rossoneri trovano il gol della bandiera: Pavlovic salta più alto di tutti e mette in porta un pallone sul quale Carnesecchi non può arrivare.
In pieno recupero Fullkrug lancia alla grande Nkunku che viene sgambettato da De Roon: il signor Zufferli indica il dischetto ed è proprio il francese a convertire il rigore. Ultimi minuti caotici, con il pubblico del Meazza che prova in ogni modo a trascinare i rossoneri al pareggio: l’ultima occasione capita a Fullkrug ma l’avanti tedesco è ostacolato da Pavlovic e Gabbia. Alla fine, al Milan non riesce l’impresa: sconfitta pesante e dolorosa che renderà le ultime due gare dei rossoneri delle vere e proprie finali.
Il tabellino
MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter (58’ Athekame), Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek (46’ Nkunku), Ricci, Rabiot, Bartesaghi (80’ Estupinian); Leao (58’ Fofana), Gimenez (58’ Fullkrug). Allenatore: Massimiliano Allegri
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (49’ Kossounou, 63’ Ahanor), Hien, Kolašinac; Zappacosta (55’ Bellanova), De Roon, Éderson, Zalewski; De Ketelaere (63’ Pasalic), Raspadori; Krstović.
Marcatori: 7’ Ederson (A), 29’ Zappacosta (A), 51’ Raspadori (A), 88’ Pavlovic (M), 90+3’ Nkunku (rig)(M)
Ammoniti: 34’ Leao (M), 70’ Hien (A), 89’ Estupinian (M), 90’ Saelemaekers (M), 90+5’ Krstovic (A), 96’ Bellanova (A)
Arbitro: Luca Zufferli (Udine)