Si apre un'altra settimana di passione per gli arbitri italiani. Martedì infatti si riunisce sul far della sera (ore 19.30) il comitato nazionale dell'Aia per prendere atto del ricorso proposto dal presidente Antonio Zappi per cancellare l'inibizione di 13 mesi e respinto dal collegio di garanzia del Coni procedendo così a dichiararne la decadenza. Toccherà al consiglio federale guidato dal dimissionario Gravina segnalare gli atti «indifferibili» e quindi procedere alla nomina di un commissario col compito di «bonificare» il settore. Ma gli effetti perversi di questo tsunami che ha sconvolto la classe arbitrale italiana cominciano a diventare pesanti anche sul piano finanziario.
Perché un paio di sponsor principali della categoria che fin qui hanno contribuito a finanziare l'organizzazione dei campionati (secondo taluni calcoli poco più di 60 milioni a stagione) hanno cominciato a manifestare l'intenzione di ritirarsi dalla scena aprendo così un bel buco nel bilancio prossimo della Federcalcio. Nel frattempo resta aperto il fronte dell'inchiesta penale affidata al pm Ascione che è in attesa di ricevere la disponibilità di Rocchi a farsi interrogare per svelare le sue «carte».
Fin qui infatti l'interrogatorio di Gervasoni, il vice Rocchi, l'altro indagato, è servito a capire dai dettagli emersi che devono esserci a disposizione degli inquirenti intercettazioni che saranno svelate al momento opportuno mentre invece non ha trovato alcun riscontro al momento il famoso commento attribuito a qualcuno della sala var di Lissone durante Inter-Roma del passato campionato («fatti i fatti tuoi»), commento che è stato subito «adottato» come autentico dalla tribù dei tifosi delle opposte fazioni. Piuttosto il nodo principale del filone
relativo agli accordi del 2 aprile negli spogliatoi di San Siro a seguito della prima semifinale di coppa Italia Milan-Inter (1 a 1) sarà sciolto quando saranno rese note le identità di coloro che hanno parlato con Rocchi quella sera. Fino ad ora sono state genericamente indicate in «esponenti del mondo arbitrale» e invece smentita la presenza «di dirigenti interisti». Da qui una prima indicazione in Riccardo Pinzani, della sezione di Empoli, ex assistente di Rocchi, che nella stagione 24-25 svolgeva le funzioni di portavoce del designatore.
Cioè l'addetto dell'Aia a ricevere le eventuali lamentele dei club poiché è fatto divieto al designatore di parlare direttamente con i dirigenti di società. Attualmente Pinzani svolge il ruolo di addetto all'arbitro nella Lazio. Altro ruolo da accertare eventualmente è quello di Schenone, ex assistente, di Genova, che nell'Inter è addetto all'arbitro (e quindi tesserato).