La conquista matematica della qualificazione alla prossima Champions sembra aver convinto il Napoli a fare chiarezza sulla situazione all’interno dello spogliatoio, confermando le voci che circolavano da settimane. Il rapporto tra il club campano ed Antonio Conte si sarebbe esaurito da tempo ed il tecnico pugliese avrebbe trovato l’accordo con la dirigenza per chiudere in anticipo la sua esperienza a Napoli. La situazione sarebbe stata risolta con un confronto schietto tra il tecnico ed Aurelio de Laurentiis a metà aprile, dando alla società il tempo di guardarsi intorno e trovare una soluzione senza creare tensioni o acredini. Se l’addio a Napoli sembra certo, la situazione di Conte è meno chiara, visto che restano da sciogliere due nodi importanti sia all’interno della Figc che alla Continassa. Vediamo quindi quale sarà il futuro del tecnico e come il Napoli sembra aver già scelto il suo successore.
Addio senza traumi, AdL sceglie Sarri
Ad aprire la crisi a Castel Volturno erano state le parole di Conte in conferenza stampa quando ammise il suo interesse a prendere la guida della Nazionale: quando disse che “se fossi il presidente federale mi prenderei in considerazione”, de Laurentiis non perse tempo e si confrontò con il tecnico pugliese, chiedendogli di prendere una decisione in tempi rapidi, così da consentire al club di cercare con calma un successore. Già a metà aprile, quindi, si sarebbe deciso di chiudere in anticipo il rapporto tra il tecnico ed il club, in maniera chiara, onesta e lineare, così da mantenere un rapporto tra le parti. Come si legge oggi sul Corriere dello Sport, lo scioglimento del contratto con un anno di anticipo sulla scadenza naturale è stato deciso con una stretta di mano, rispettando quel patto siglato due estati fa tra due personaggi che si stimano e si rispettano. Ora che Conte ha deciso di non proseguire il rapporto per inseguire il sogno del ritorno in Nazionale, concedendo alla società un margine di tempo più che congruo per cercare il successore, il contratto si dovrebbe sciogliere senza buonuscita o alcuna pretesa economica da entrambe le parti.
Come si era intuito dagli indizi nel discorso del post-partita di Pisa, Conte rinuncerà ai privilegi economici previsti dall’ultimo anno del rapporto contrattuale. Il tecnico aveva lasciato intendere che la società starebbe lavorando da tempo per trovare il suo sostituto, con i sondaggi che sembrano aver messo Maurizio Sarri in pole position per la panchina partenopea. Il ritorno del tecnico a Napoli potrebbe essere complicato dalla risoluzione del contratto con la Lazio, cosa non improbabile visto il carattere di Claudio Lotito. Altrettanto fumosa la situazione del secondo candidato preferito dal Napoli, quel Massimiliano Allegri che deve ancora staccare il biglietto per la Champions al Milan e capire come procederà il progetto col club rossonero. La terza alternativa gradita alla società, quel Fabio Grosso reduce da un’ottima stagione col Sassuolo, sarebbe più semplice ma certo meno affascinante per una piazza sempre più esigente come Napoli. Domenica 24 maggio il presidente del Napoli compirà 77 anni e, forse, si lascerà sfuggire qualche indicazione sulla scelta del prossimo allenatore del club campano.
Conte-Italia con Malagò ma la Juve…
Conte lascia Napoli dopo due anni pieni di soddisfazioni, dal quarto scudetto arrivato senza partire da favoriti all’impresa della vittoria della Supercoppa italiana in Arabia Saudita proprio nel momento più difficile della stagione ad un secondo posto salvato in extremis dopo aver recuperato i tantissimi infortunati. La qualificazione in Champions non può bastare ad una società ambiziosa come quella campana ma il contributo di Conte è servito a far arrivare alcuni pezzi da novanta come Hojlund e McTominay, sopravvivere al pasticcio Lukaku e costruire un gruppo compatto, pronto per fare un ulteriore salto di qualità. A deteriorare il rapporto con la società sarebbero state altre questioni più spinose, la necessità di dotarsi di un centro sportivo moderno, l’urgenza di rivedere la struttura societaria e renderla più in linea con quella delle grandi d’Europa. La reputazione di Conte, comunque, esce intatta da questa esperienza partenopea, tanto da renderlo il candidato numero uno per prendere il posto di Gattuso sulla panchina dell’Italia.
Voci di corridoio sembrano assicurare che ci siano già stati contatti tra Conte e Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della Figc intenzionato a riportare l’allenatore pugliese alla guida della Nazionale per dare il via ad un nuovo ciclo. Il tecnico ha sicuramente il pedigree giusto, l’esperienza necessaria per gestire una situazione ed uno spogliatoio molto complicati ed il suo addio non ha creato ruggini particolari con l’ambiente che circonda la federazione. Il problema principale è che le elezioni per scegliere il successore di Gravina si terranno solo il 22 giugno, un’eternità nel calcio moderno che lascia aperta la porta a soluzioni ancora più affascinanti, come il ritorno di Conte alla corte di Madama.
Se la Juventus non dovesse davvero qualificarsi alla Champions, il rapporto tra Spalletti e la società torinese potrebbe incrinarsi.
Le discussioni in corso tra il tecnico e John Elkann lasciano intuire l’ennesima rivoluzione nella dirigenza bianconera, con il rischio di un addio clamoroso se le richieste del tecnico di Certaldo non dovessero essere accolte. In questo caso, l’idea di tornare alla Continassa ed iniziare un nuovo ciclo alla Juventus sarebbe molto intrigante per Conte. Vedremo nelle prossime settimane come si evolverà la situazione.