Il presidente degli Stati Uniti ha sospeso l'attacco all'Iran, in programma per oggi, facendo sapere che sono in corso "colloqui seri" che potrebbero portare a un accordo. È stato lo stesso Donald Trump a dare l'annuncio sul social Truth, assicurando che gli Stati Uniti sono comunque pronti a riprendere la via delle armi nel caso in cui "non venga raggiunta un'intesa accettabile".
Lo stop di Trump arriva dopo la richiesta di Emirati Arabi Uniti , Qatar e Arabia Saudita, che stanno lavorando sul piano diplomatico affinché si ponga fine alla guerra. Una sola cosa è certa, ha assicurato Trump: un punto fermo dell'accordo è che "non ci potrà essere alcuna arma nucleare" per Teheran.Il nodo dell'uranio arricchito
Uno dei nodi centrali della trattativa in corso per porre fine alla guerra in Iran riguarda l'uranio arricchito. Teheran avrebbe aperto a un congelamento del proprio programma nucleare ma non al completo smantellamento chiesto dagli Usa. La condizione posta da Teheran è questa: che le riserve di uranio altamente arricchito - si parla di circa 400 chilogrammi - vengano trasferite in Russia e non negli Stati Uniti. L'Iran, inoltre, vorrebbe che la riapertura dello Stretto di Hormuz avvenisse in modo graduale e con due "garanti", il Pakistan e l'Oman. A Washington, inoltre, viene chiesta la revoca di tutte le sanzioni. Su diversi punti, delle 14 controproposte formulate, Washington è d'accordo, ma sul nucleare non transige. La Casa Bianca, pertanto, ha valutato le proposte iraniane come "insufficienti" a raggiungere un’intesa definitiva. Ma, come si è visto nella notte, gli sforzi diplomatici vanno avanti, segno che vi sono ancora margini di manovra per i mediatori. Il fatto che Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi abbiano convinto Trump a fermare l'attacco (minacciato) fa pensare che, in fondo, la Casa Bianca preferirebbe evitare di passare di nuovo alle armi.
Onu: contrari a qualsiasi limitazione libertà di navigazione a Hormuz
L'Onu non vuole che "alcun ente in particolare limiti la libertà di accesso" a questa strategica via navigabile. Lo ha dichiarato il portavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq, riferendosi alla creazione da parte dell'Iran dell'Autorità dello Stretto del Golfo Persico per amministrare la navigazione nello Stretto di Hormuz. "In definitiva - ha aggiunto - il nostro obiettivo è garantire che non vi siano limitazioni alla libertà di navigazione in alto mare e nello Stretto di Hormuz".
Teheran: pronti a tagliare la mano a Usa e Israele in caso di attacco
"Se i nostri nemici commetteranno un altro errore, risponderemo con una forza e una capacità di gran lunga maggiori rispetto al passato. Gli Stati Uniti e i loro alleati non devono commettere un altro errore strategico o fare un altro calcolo errato". Lo ha detto Ali Abdollahi, capo dello stato maggiore dell'esercito, mettendo in guardia gli Usa contro un attacco a Teheran. "I nemici devono sapere che l'Iran e le sue forze sono più preparati e più forti che mai. Le nostre forze sono pronte e risponderanno rapidamente, con decisione, con forza e su vasta scala a qualsiasi aggressione da parte dei nemici. Ci difenderemo con tutte le nostre forze e taglieremo la mano a qualsiasi aggressore".
Iran: "L'asse della resistenza è più forte che mai"
Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano respinge le recenti affermazioni di Trump sulla pressoché totale distruzione delle capacità di difesa dell'Iran, sottolineando che una parte significativa della potenza militare del Paese non è ancora stata impiegata e che "l'asse della resistenza è ora più unito e forte che mai". Parlando all'emittente yemenita Al Masirah, il generale Reza Talaei-Nik ha liquidato le dichiarazioni di Trump come "false" e "assurde".
Trump: "Fatto molti progressi con l'Iran"
"Ci sono sviluppi positivi" nelle discussioni con l'Iran e "ho informato Israele" della decisione di concedere ulteriore tempo per raggiungere un accordo. Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti e sottolineando che diversi leader arabi gli avevano chiesto di rinviare l'attacco pianificato contro l'Iran di "due o tre giorni".
Trump: "Paesi arabi mi hanno chiesto si sospendere l'attacco per 2-3 giorni"
"Mi è stato chiesto dall'Arabia Saudita, dal Qatar, dagli Emirati Arabi Uniti e altri se potevamo rimandare di due o tre giorni" l'attacco all'Iran, ha fatto sapere Donald Trump, sottolineando che gli hanno chiesto un "breve lasso di tempo perché ritengono di essere ormai molto vicini a raggiungere un accordo".