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Cosa serve all’Inter sul mercato per continuare a vincere

Da Sommer e Acerbi giunti al capolinea, all'eredità pesante di Mkhitaryan. Come ridisegnare la corazzata nerazzurra reparto per reparto per dominare in Serie A e fare meglio in Europa

Cosa serve all’Inter sul mercato per continuare a vincere
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Vincere logora chi non sa rinnovarsi. L'Inter lo sa bene e, appena finito di festeggiare la conquista dello scudetto, accelererà le mosse per la stagione 2026/27. Beppe Marotta e Piero Ausilio stanno già lavorando da tempo, con un obiettivo limpido: svecchiare la rosa, salutare i calciatori giunti al capolinea, innestare nella rosa di Chivu prospetti che facciano la differenze. Solo così sarà possibile confermarsi per il titolo e fare meglio di quel che (non) si è visto nell’ultima Champions.

Portiere, è il momento di chiudere il capitolo Sommer

Yann Sommer è stato un muro silenzioso e un professionista esemplare, ma a quasi 38 anni il calo fisiologico di riflessi ed elasticità è inevitabile. Affidarsi ancora a lui come titolare inamovibile potrebbe essere rischioso. Il salto di qualità porta un nome preciso: Guglielmo Vicario. Riportare in Italia l'estremo difensore del Tottenham vorrebbe dire assicurarsi un profilo esplosivo e sufficientemente abile nella costruzione dal basso. Caratteristiche che permangono, al netto della disastrosa stagione degli Spurs. Certo, Josip Martinez scalpita, ma il suo turno potrebbe non arrivare.

Difesa: serve un sostituto per Acerbi e non soltanto

Il pacchetto arretrato è stato fino a qui una cassaforte, ma le crepe dell'età oggi sono voragini. Francesco Acerbi (classe '88) e Matteo Darmian (classe '89) hanno vissuto stagioni eroiche, ma anagraficamente sono a fine corsa. Alessandro Bastoni è il leader indiscusso, Bisseck è cresciuto, ma al centro serve un colpo. Potrebbe essere Giorgio Scalvini dell’Atalanta o Mario Gila della Lazio. Sulle fasce Dimarco non si tocca, ma a destra serve qualcuno che possa garantire maggiore continuità rispetto a Dumfries: il nome buono potrebbe essere Palestra. Scontato, invece, il riscatto di Akanji per 15 milioni dal Manchester City.

Centrocampo: sopravvivere al post-Mkhitaryan

Il reparto nevralgico è stato il fiore all'occhiello dell'Inter. Ma la carta d'identità parla chiaro: Henrikh Mkhitaryan ha 37 anni e Hakan Calhanoglu viaggia verso i 33. Sucic è cresciuto molto accanto a Barella, mentre Frattesi e Zielinski non sono mai riusciti a ritagliarsi un ruolo di primissima fascia. Servono un palleggiatore (Bernabé del Parma?) ed un centrocampista box-to-box, un profilo alla Ederson dell’Atalanta.

Attacco: oltre la Thu-La e Pio urge fantasia

Lautaro Martinez e Marcus Thuram - al netto di un anno appannato per il francese - formano una delle coppie più letali del continente: entrambi sono ormai nel pieno della maturità calcistica. Pio Esposito è già, nei fatti, il terzo titolare aggiunto. Bonny, invece, non ha avuto un impatto dirompente.

Serve un profilo in grado di aprire le difese quando tutti gli spazi sono intasati: uno che ci metta la fantasia, dove gli altri usano la forza. Non a caso Chivu, l’estate scorsa, voleva Lookman. Il nome? Moussa Diaby è il primo della lista.

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