Di primo mattino sono arrivate le scuse di Fofana (ha scritto un post: «mi dispiace molto») e Gabbia, consolati da Leao e dallo spogliatoio rossonero: il primo depresso per il gol clamoroso perso scivolando davanti alla porta, il secondo giù di morale nonostante una traversa e un palo, per la distrazione difensiva sul gol di Colombo. Sono servite a stemperare il clima di fine partita con Tomori ammonito per proteste (salterà per squalifica Firenze perché diffidato) e con Maignan polemico con l’arbitro e portato via da Rabiot mentre le immagini rilanciate da Dazn hanno segnalato la presenza di Pavlovic intento a scalpellare la zolla del rigore prima dell’esecuzione del genoano Stanciu, una riedizione del precedente storico di Maspero insomma. A proposito dei rigori, il Milan è, con l’Udinese, la squadra che ha ricevuto più rigori contro (6): e sempre per puro caso il protagonista assoluto di almeno 4 tiri su 5 dal dischetto è stato il varista Di Paolo, noto alle cronache calcistiche perché in passato “inventò” il fuorigioco geografico di Giroud (steso a terra con un avversario addosso). Poi ci sono le colpe del Milan che non sono da meno. A cominciare dal numero dei punti persi con le squadre della parte destra della classifica: appena 3 raccolti contro Cremonese, Pisa, Sassuolo e Genoa, piegata solo la resistenza del Verona. Se avesse fatto il pieno, come l’Inter, viaggerebbe in piena quota scudetto.
Per spiegare il ripetersi di questa “anomalia” intervengono altri numeri. Il Milan di Allegri ha fin qui subìto 14 gol in 18 partite (l’anno scorso ne collezionò alla fine 43), 13 dei quali contro le rivali di media o bassa classifica, uno solo incassato durante gli scontri diretti a San Siro, dal Napoli e su rigore (De Bruyne). Questo è il segno che in alcune occasioni l’attenzione e la disciplina quasi militare nel difendere calano vistosamente concedendo così qualche occasione di troppo agli avversari. Per una volta anche i critici di Allegri sono stati zittiti da un altro numerino: i tiri fatti dal Milan, addirittura 32 in quasi 100 minuti, a dimostrazione che la produzione offensiva è stata eccellente. È forse anche merito dell’ingresso di Füllkrug, a mezz’ora dalla fine, con la possibilità di schierare un tridente d’attacco (con Leao e Pulisic ai lati) di tutto rispetto. «Ho trovato un Milan sano, unito e di gran qualità, spero di essere all’altezza del peso di questa maglia», così l’attaccante tedesco.
Con 39 punti in 18 partite, il Milan è in perfetta media Champions, lontano lo scudetto. Allegri ha spiegato la realtà in modo didascalico: «Si può dire tutto, anche che Cristo è morto per un raffreddore ma non che Inter e Napoli non siano le squadre più attrezzate e forti del campionato».