Non c’è un francese campione del mondo di calcio, ma ce ne sarà sicuramente uno campione d’Africa. Sono 3 i transalpini che stasera si giocano la finale Senegal-Marocco, al termine di una Coppa delle Nazioni africane che su 658 giocatori ha contato 107 nati a nord del Mediterraneo o nelle regioni francesi d’oltremare. Un numero che fa della Francia la prima Nazione rappresentata in Coppa d’Africa, visto che la Costa d’Avorio – con il secondo certificato d’anagrafe più ricorrente – ha visto 29 giocatori rappresentati al torneo che si sta per concludere in Marocco.
Addirittura, 45 giocatori della Coppa d’Africa hanno visto la luce nell’Ile de France, rendendo la sola regione parigina potenzialmente in campo con almeno due Nazionali complete. Come dire che al momento dell’inno, tutti con la mano sul petto, ma solo perché non la si può infilare nel panciotto come farebbe Napoleone. Il paradosso è bello che servito, visto che nella Francia finalista dei Mondiali in Qatar - poi vinti dall’Argentina - l’82% dei galletti aveva origini provenienti da oltre il recinto di Alpi e Pirenei: 4 giocatori avevano almeno un genitore di altra nazionalità europea, ma addirittura in 14 erano figli di emigrati africani. Eppure là dove non sono riusciti Mbappé e Kolo Muani, Dembelé o Upamecano, ci possono riuscire oggi i finalisti della Coppa d’Africa.
Così, se nel 2-3 di Gabon-Mozambico è andato Faisal Bangal - attaccante del Mestre con una prima infanzia colorata del nerazzurro atalantino - in questo calcio in cui tutto il mondo è paese anche La Marsigliese si chiederebbe chi è nemico di chi, suonando “che un sangue impuro abbeveri i nostri solchi”. Anche perché per una trentina di giocatori iscritti alla Coppa d’Africa è persino difficile stabilire con certezza data e luogo di nascita. Allons, enfants de la Patrie. Perché nella finale di domenica, da una parte ci saranno i francosenegalesi Mbaye e Niakhaté, dall’altra il francomarocchino Ben Seghir, a rete nella semifinale decisa ai rigori contro la Nigeria di Calvin Bassey. Nome francese ma nascita valdostana come Maurice Garin, primo vincitore del Tour de France.
Una fazza, una razza. Qualora la Coppa d’Africa dovesse andare al Marocco, potrebbe poi alzare la coppa un altro “italiano”, il torinista Masina: oggi con la casacca magrebina, ma con 6 partite nell’Under 21 azzurra di Gigi Di Biagio.