Ultimo giro di giostra, tutti insieme disordinatamente per conquistare il posto al tavolo del G8, che significa niente Champions fino al 10 marzo, con quel che ne deriva, (già sicure Arsenal e Bayern, probabili Real Madrid e Liverpool, il resto è gran bagarre) e poi a scendere uno sgabello nei playoff, più o meno comodo a seconda che si finisca entro il 16esimo posto (ritorno in trasferta e avversario da pescare in sorte fra il 17esimo e il 24esimo posto).
Atalanta, Inter e Juventus hanno già il visto per gli spareggi, il Napoli ci spera: il cuore della notte è allo stadio Maradona. Classifica alla mano (13 punti contro 12) Palladino ha qualche possibilità in più di fare il salto nel G8, anche se il vero match-ball l'ha sprecato la scorsa settimana contro il Bilbao. Va a Bruxelles, dove l'Inter ha già vinto, ma è dura anche per lui, non basta vincere, servono parecchie coincidenze favorevoli. Stessa cosa, anzi peggio per quel punto in meno, per Inter (a Dortmund) e Juventus (a Montecarlo).
Chivu potrebbe risparmiare il diffidato Lautaro, affiancando Esposito a Thuram. Non c'è Barella, bloccato a Milano da un problema muscolare. È la sfida fra le battute delle ultime 3 finali di Champions, non proprio una passeggiata di salute. E il Borussia ha ancora più bisogno di vincere dell'Inter: chi ce la fa entra nelle prime 16.
Nella Juventus torna Koopmeiners per il diffidato Locatelli, nel Napoli ancora Vergara con Elmas e Hojlund, più in panchina Lukaku, l'ex Chelsea che ha tanta voglia di dare finalmente una mano al suo allenatore.
Conte, che con la Champions ha uno storico pessimo e se non batte il Chelsea ha grandi possibilità di peggiorarlo, nel frattempo esporta in Europa le miserie del campionato e attacca Spalletti, che dopo averlo battuto e avere detto in tv «abbiamo vinto contro i migliori di tutti, contro i campioni d'Italia», in conferenza stampa s'era poi lasciato sfuggire un «ex campioni», che a risentirlo sembrava essere un «precedenti», più che la fotografia a un passaggio di consegne già avvenuto, come ha invece inteso il tecnico del Napoli.
«Porti rispetti, io non me lo sarei mai permesso: dovrebbe stare più attento, quando parla». Incredulo Spalletti («pensavo fosse intelligenza artificiale»), che ha preferito postare sui social l'intervista tv. «Parliamo di Champions, per favore». Infatti.