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Calcio

Inter-Juve, a Chivu la vittoria serve più per sfizio

Classifica al sicuro, ma da due anni i nerazzurri non battono Signora, Napoli e Milan

Milan, Iraola si allontana. Grosso verso Firenze. Pronto il rinnovo di Chivu

L’Inter che le vince tutte contro la Juventus che l’ha battuta all’andata. Cinque mesi dopo, quello di sabato sera a San Siro è un altro film e non solo perché c’è Spalletti e non Tudor. A Chivu la vittoria serve più per sfizio che per la classifica, anche se quella conta sempre. Venerdì c’è il Milan a Pisa, hai visto mai che si avvicini troppo. Da 14 partite e più di 2 anni, l’Inter non batte una fra Juventus, Napoli e Milan, quello è lo sfizio: vincere uno scontro diretto, anche se l’aritmetica dice che Chivu il campionato può vincerlo anche senza e anche se di “diretto” fra Inter e Juventus oggi c’è solo la storia, non certo la cronaca. E poi l’8 marzo c’è il derby (il 7 se l’Inter elimina il Bodo). In un mese, la fuga può trasformarsi in trionfo.

Il lavoro di Spalletti è indubbiamente visibile, ma ha portato alla Juventus più elogi che punti. Ne aveva 3 in meno dell’Inter quando ha ereditato la squadra da Tudor, oggi sono 12 e anche il Milan nel frattempo ne ha fatti di più, pur giocando una partita in meno. Eppure siamo in un crescendo di complimenti a reti unificate, anche quando perde o non vince, sempre più di quelli che vanno a chi la batte o la ferma. È stato così per Lecce, Cagliari e Lazio, persino per l’Atalanta. Nella vulgata alimentata per primo proprio da Spalletti è tutta colpa del centravanti che non c’è (maledetto algoritmo), quando invece è evidente che c’è anche dell’altro, in porta, in difesa, a centrocampo (maledetto equilibrio) e sarà bene capirlo in fretta, perché dopo l’Inter c’è subito il temibile Galatasaray e l’ottavo di Champions può essere il confine non solo tra un bilancio positivo e uno no, ma anche quello in cui si smorzano gli aggettivi.

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