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Juve, missione risalita: dietro l'angolo c'è il Napoli

E alla tv turca Spalletti coccola Yildiz: "Mi piacerebbe averlo come figlio"

Juve, missione risalita: dietro l'angolo c'è il Napoli
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Dietro l'angolo, domenica pomeriggio, il Napoli: per riprendere il cammino verso un piazzamento che qualifichi alla prossima Champions e per ritrovare il passo giusto anche in campionato. Nel frattempo, battendo il Benfica di Mourinho, la Juventus è venuta fuori da una buca pericolosa: non tanto perché, in caso di mancata vittoria, sarebbe stato compromesso il passaggio del turno, quanto perché ormai anche a Torino la pazienza è quella che è: poca. Spalletti, arrivato in corso d'opera, si è così trovato ad avere a che fare con un ambiente diventato nevrastenico dopo le ultime stagioni vissute in altalena: con l'obbligo di dovere recuperare terreno sia in Italia che in Europa, si è presto reso conto che qualunque rallentamento viene interpretato come un mezzo dramma. Avendo però voluto la bicicletta, gli tocca pedalare il più forte possibile: per non fallire almeno il quarto posto e per guadagnarsi la conferma nell'anno che verrà.

Avanti, allora. Con una formazione diventata ormai quasi tipo' in cui McKennie (in scadenza a giugno) è la sua sentinella scelta, mentre Yildiz «rappresenta lo sparo nella notte così aveva detto un paio di mesi fa - che in ogni momento può aprire nuovi orizzonti». Ieri poi, intervistato dall'emittente turca TRT Spor, l'ex ct azzurro si è spinto oltre: «Vedo un po' tutti i miei calciatori come figli. Lui però mi piacerebbe averlo come tale, perché è un ragazzo perfetto sotto tutti i punti di vista. Kenan rappresenta il nostro futuro e anche l'idea di quello che cerchiamo di aggiungere alla nostra squadra ovvero qualità, estro e visione: nel modo di condurre palla e di interpretare il calcio, lui è quasi un visionario, capace di passare in spazi in cui nessuno penserebbe mai di poter passare».

«La Juve è casa mia e con il mister ho un rapporto speciale - le parole del numero 10 -. Il mio contratto? Non ne parlo». Perderlo sarebbe follia: la scadenza è lontana (2029), la necessità di aggiornarlo e allungarlo almeno fino al 2030 imprescindibile.

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