Guido Crosetto, al centro di una polemica politica dopo il caso della sua presenza a Dubai durante l'attacco Usa in Iran, in un colloquio con il Corriere prova a chiarire i contorni della vicenda. Rispetto ai rapporti con la premier Giorgia Meloni. "È stato scritto che è stata fredda, ma è una falsità totale", dice il ministro nell'intervista pubblicata stamane dal quotidiano di via Solferino. "L'ha sentita in tv? Ha detto che non ho mai smesso di lavorare", le parole del ministro. "Ci parlo in continuazione e i rapporti sono ottimi, nessuno può dire che fosse furibonda con me perché non lo era per nulla. Ci siamo sentiti anche oggi (ieri, ndr) mentre ero in volo per Belgrado. Il resto è incommentabile" aggiunge.
"Non ho mai cambiato versione, né quando ho scritto il primo post su X, né in Parlamento", prosegue Crosetto. Sul fatto che il ministro e la famiglia fossero negli Emirati Arabi per affari, Crosetto smentisce seccamente. "Non ho alcun interesse a Dubai" aggiunge. "Da tre anni non viaggio mai con la scorta quando sono con la famiglia, mai", afferma ancora il ministro della Difesa. "Siamo sull'orlo del baratro - va avanti - e parliamo di un mio viaggio privato? Non avete idea di cosa sto facendo e dei rischi reali che viviamo, ciò che faccio non sempre può essere detto. E se oggi sono dove sono ci sarà un perché, anche se nessuno capisce". Ancora: "Siamo sull'orlo della più grande crisi che il mondo abbia vissuto e l'Iran è solo un tassello. E da giorni a questa parte il tema è perché il ministro della Difesa italiano fosse a Dubai?". Sul motivo del viaggio il ministro taglia corto. "Ho dato la risposta più banale e problematica per me. Vacanze, punto", conclude Crosetto.
Sul tema è intervenuto anche il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica: "Il ministro Crosetto ha detto due giorni fa in un'aula del Parlamento che aveva necessità di concedersi qualche giorno di ferie con la famiglia; per questo ha usato un volo commerciale per andare a Dubai.
Le agenzie di intelligence non monitorano i viaggi privati dei ministri, la legge 124 vieta l'attività di controllo su una serie di persone tra cui esponenti politici. Quello che importa è che l'operatività del ministro non è mai venuta meno".