Leggi il settimanale
Ultim'ora
Editoria: Gedi, firmato contratto per cessione La Stampa a Sae
Ultim'ora
Editoria: Gedi, firmato contratto per cessione La Stampa a Sae

"Gli facciamo il c... agli sbirri maledetti". Le chat dei medici no-Cpr

Nelle chat anche un medico contrario che si dichiara contrario a questa pratica: “Il modo per esprimere dissenso è la non idoneità”

"Gli facciamo il c... agli sbirri maledetti". Le chat dei medici no-Cpr
00:00 00:00

Le indagini sul caso dei medici “obiettori” di Ravenna, che avrebbero agevolato il non ingresso dei migranti nei Cpr proseguono. Sono emerse anche le chat che si scambiavano tra loro i medici coinvolti in questo sistema, ma anche intercettazioni, che dimostrano l’esistenza di un fronte comune per evitare non solo il trasferimento nel centro per il rimpatrio, ma anche il successivo viaggio in aereo verso il Paese d'origine. In particolare ci sono messaggi scambiati con un medico diverso da quelli di Ravenna, da tempo punto di riferimento dei no-Cpr, che faceva da sostegno morale ai colleghi impegnati in questa “disobbedienza” nell’ospedale romagnolo.

“Bene! Gli facciamo il culo a questi sbirri maledetti”, si legge nelle chat. A dirlo sarebbe il medico esterno a Ravenna in risposta a una dottoressa che avrebbe fatto due certificati di non idoneità per il Cpr. Ma in quella chat ci sono anche medici che non condividono il “metodo” e che, infatti, da questo si dissociano. Come un medico, non indagato, del reparto Malattie infettive, il quale, come riporta Il Resto del Carlino dice, in estrema sintesi: “Non sono d’accordo a dare a priori la non idoneità. Se non ci sono ragioni specifiche, io non lo farò”. È una dissociazione da quello che appare come un operato ideologico che travalica i confini della valutazione clinica alla quale i medici sono chiamati, una campagna “no-Cpr” che tra i corridoi veniva solo sussurrata mentre sui canali di comunicazione veniva spinta alle associazioni aderenti. Per altro, le stesse che organizzano anche incontri nelle scuole per portare il “verbo” antagonista.

Il programma Far-West ha mostrato ulteriori chat in cui si legge che “il modo per esprimere il dissenso è la non idoneità” ma, si legge ancora in un altro messaggio, “finora abbiamo fatto così, solo che adesso bisogna giustificarla in modo più credibile altrimenti potrebbero contestarcela. Non sarà banale”. Di fatto, a un certo punto l’Asl locale ha inserito nuovi parametri di valutazione, che includevano le consulenze psichiatriche, che dai medici sono state visti come tentativi di intralciare la loro battaglia ideologica. Esiste perfino una bozza, di cui “il Giornale” ha dato conto qualche giorno fa, che circolava tra i medici e che veniva usato come modello per l’inidoneità, che gli stessi però si premuravano di modificare per evitare che potesse destare sospetti in questura apparendo pre-compilata.

Secondo i medici, se fossero stati compatti le conseguenze sarebbero state attenuate, perché non avrebbero potuto sospendere tutti. Il giudice sta ora valutando l’ipotesi di interdizione per i medici coinvolti, che respingono ogni accusa sostenendo di aver agito all’interno del codice deontologico e delle procedure.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica