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Chi è James Talarico, il religioso dem che spaventa i repubblicani (e Trump)

Fresco vincitore delle primarie democratiche in Texas, il 36enne deputato statale di Austin punta a un seggio da senatore per il Lone Star State alle midterm di novembre. Seminarista e religioso, preoccupa molto i repubblicani per la sua capacità di parlare a moderati e conservatori delusi, ma anche per la sua capacità di raccogliere fondi

Chi è James Talarico, il religioso dem che spaventa i repubblicani (e Trump)

James Talarico sarà una spina nel fianco per i repubblicani. Il giovane candidato ha vinto le primarie democratiche e si candida al Senato alle elezioni di metà mandato del prossimo novembre. Difficile derubricare la sua vittoria a una questione di politica locale. Intanto il successo notturno, ottenuto con circa 8 punti di vantaggio, è arrivato dopo un combattimento corpo a corpo con un'altra stella nascente dei democratici, la combattiva deputata Jasmine Crockett, emblema dei democratici moderni: super liberal, donna e afroamericana, tra le più dure contro l'amministrazione Trump, protagonista di furiose battaglie coi repubblicani al Congresso e nelle commissioni. Quella tra i due è stata una corsa combattuta a suon di milioni: solo Talarico ha speso oltre 20 milioni di dollari per la sua campagna, confermando di essere un buon candidato capace di raccogliere fondi, in particolare da piccoli donatori.

Una campagna fondata sull'"amore"

La campagna tra Crockett e Talarico è stata un crocevia importante anche per il futuro del partito democratico. Da un lato la deputata ha puntato tutto sulla "lotta" all'amministrazione Trump, sulla necessità di portare una combattente come lei al Senato per sfidare Trump. Talarico, invece, ha adottato un approccio molto diverso. Il tema fondante di tutta la sua campagna è stato quello di modificare il punto di vista "noi-loro". Girando tutto il Texas, dalle grandi città fino alle piccole contee rosse del Texas profondo, Talarico ha evitato di attaccare i Repubblicani, parlando invece di "noi popolo", contro i "miliardari delle élite". Non solo. Ai messaggi combattivi di Crockett Talarico contrapponeva il concetto di "amore".

"C'è fame per una politica diversa", ha detto durante un comizio a Houston, "non una politica della paura, non una politica dell'odio, non una politica della divisione, ma una politica dell'amore. Un amore per lo Stato, un amore per questo Paese. E, soprattutto, un amore per tutti i nostri vicini. Un amore che possa guarire tutto ciò che non va in questo Paese". L'idea, ha detto il giovane dem, è che qualcuno vuole creare delle divisioni nella società per poterne trarre vantaggio e profitto. E nella testa di Talarico quel qualcuno è ben chiaro: le grandi aziende e i big tech.

Fuggire le guerre culturali

Il progetto politico di Talarico rimane ambizioso perché è un raro tentativo di "curare" la contrapposizione tra destra e sinistra cercando di superare la profonda polarizzazione che da anni divide il Paese. Tantissimi sono stati i suoi comizi nelle aree rurali del Texas, incontrando ogni tipo di elettore nella speranza di intercettare una fetta di repubblicani delusi dall'amministrazione Trump. Magari recuperando una parte del voto dei latinos che nelle presidenziali del 2024 si era spostato verso il tycoon nella speranza di avere un miglioramento dell'economia. Dopo le grandi analisi sulla sconfitta di Kamala Harris, Talarico sembra aver imparato la lezione, ovvero evitare le guerre culturali. Ma spingere su un populismo dal volto umano da sinistra.

Non a caso Talarico è stato abile non solo a far crescere la sua presenza in Texas, ma anche a costruirsi un profilo nazionale. A differenza di molti candidati liberal, è stato ospite di alcuni podcast della galassia conservatrice, come quello di Joe Rogan, il podcaster più seguito d’America che nel 2024 appoggiò la candidatura di Donald Trump. Durante la sua ospitata Rogan è sembrato sorpreso dal candidato arrivando a suggerirgli di correre per la Casa Bianca in un prossimo futuro.

I timori dei repubblicani

C'è però un punto fondamentale che rende Talarico un candidato nuovo. La sua figura, infatti, rappresenta una grossa novità nel panorama politico americano, perché sfida parecchie consuetudini e mette in crisi soprattutto i Repubblicani. Talarico, infatti, non rispetta i canoni dei moderni dem, non fa parte di una minoranza, non fa parte della comunità Lgbtq, e non è un figlio dell'élite. Ma anzi è un coscienzioso studioso della Bibbia. Figlio di una madre single e abbandonato da un padre abusivo e alcolista, Talarico ha galleggiato nella working class texana per anni fino a diventare insegnante e poi seminarista presbiteriano. E infatti i suoi comizi a tratti sembrano una messa nella quale il 36enne veste i panni del predicatore citando il Vangelo di Matteo o le predicazioni di Gesù.

Per il mondo religioso repubblicano, fervente sostenitore di Trump, la figura di Talarico è problematica perché rappresenta un primo tentativo da sinistra di riappropriarsi della religione come elemento del discorso politico. E così la religione, e le scritture, diventano strumenti per la politica e per sfidare i nazionalisti cristiani: "Nella Bibbia non si parla di aborto o matrimonio gay, si parla di rimettere i debiti, liberare i poveri e guarire i malati", ha detto un anno fa in un comizio tenuto in una chiesa.

La vittoria di Talarico è una prova di maturità per i democratici perché a vincere è un candidato che punta a parlare a tutti gli elettori e non solo alla propria base. Crockett, che con Talarico condivide molti punti in materia di immigrazione ed economia, piaceva tanto alla base democratica, quella dei più radicali e impegnati, mentre Talarico al contrario appariva già come un candidato da campagna elettorale. Questo "salto" è reso più evidente anche dal grande numero di elettori accorsi alle urne. Dopo quasi due decenni alle primarie hanno votato più dem che repubblicani: 2 milioni a 2,1. La vittoria di Talarico è anche uno schiaffo all'ex vicepresidente Kamala Harris che si era spesa in prima persona per Crockett. Una sconfitta non banale se si considerano le ambizioni di Harris per un'eventuale nuova candidatura alle presidenziali del 2028.

I timori in casa del Gop sono legati anche alle proprie primarie. Nella notte è stato testa a testa tra il senatore uscente John Cornyn e il super-MAGA Ken Paxton, con una corsa chiusa 41,9 a 40,9%. I due si sfideranno ora al ballottaggio. Secondo molti l'eventuale vittoria di Paxton, attuale attorney general del Texas, sarebbe problematica. Radicale vicinissimo alla Casa Bianca, è un politico controverso con alle spalle scandali e problemi. Per dare un'idea, nel 2023 la Camera dei deputati del Texas a guida repubblicana votò a favore per il suo impeachment, con l'accusa di corruzione e abuso d'ufficio.

Paxton venne poi "salvato" dal Texas, ma in molti temono che la sua eventuale vittoria alle primarie allontani i conservatori delusi che troverebbero in Talarico una mano tesa e temi famigliari come i rimandi alla religione.

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