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Juve, oggi l'ultimo vero ostacolo verso il quarto posto

Spalletti rilancia Yildiz, a caccia del suo primo gol a Milano contro i rossoneri

Juve, oggi l'ultimo vero ostacolo verso il quarto posto
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Da inseguitrice impossibilitata a sbagliare un colpo a squadra che stasera potrebbe anche provare a gestire la sfida contro il Milan: non è questa la mentalità di Spalletti ma, tenuto conto del momento della stagione, non è detto che con il passare dei minuti qualche ragionamento in più si faccia. Insomma: dopo il rocambolesco 3-3 dell'Olimpico contro la Roma ovvero il momento in cui la Signora ha tirato fuori la testa dalla sabbia i bianconeri hanno vinto cinque partite su sei subendo un solo gol e segnandone undici. Risultato: la classifica oggi sorride, il quarto posto è quasi blindato e la coppia Como-Roma staccata di cinque lunghezze. Per di più, dopo la sfida odierna al Diavolo, Locatelli e compagni affronteranno Verona, Lecce, Fiorentina e Torino: immaginare che possano farsi rimontare è impresa quasi ardua, pur senza dimenticare che in stagione i passi falsi non sono mancati. «Vincere a San Siro significherebbe sistemare quasi del tutto la qualificazione Champions, il nostro obiettivo minimo», ha ammesso ieri Bremer. Dal momento però che ormai il calcio bada prima di tutto al bilancio economico, ecco che il quarto posto equivale a un pezzettino scudetto: grazie a quello e ai 60-70 milioni garantiti dalla semplice iscrizione alla Champions, di qui a un paio di mesi la Juve andrà a caccia di un paio di big (Bernardo Silva in primis, ma anche Alisson e Lewandowski) per puntare poi al bersaglio grosso nella prossima stagione. «Negli ultimi anni abbiamo galleggiato e non va bene, alla Juve sei un campione solo se alzi trofei ancora Bremer -. Io voglio iniziare a vincere qui: questa non è stata una stagione positiva, avremmo potuto fare di più soprattutto in Champions e in Coppa Italia. Il rinnovo di Spalletti è un segnale importante, come quello di Yildiz e degli altri compagni: non so se saremo da scudetto, però è ora di tornare a vincere qualcosa».

Un passo per volta, comunque sia.

Con Yildiz a caccia del suo primo gol a San Siro contro il Milan in campo dal primo minuto dopo avere preservato il ginocchio malandato per tutta la settimana: Vlahovic invece andrà in panchina e magari strada facendo darà una mano contro la squadra che lo sta anche corteggiando. E non solo perché a giugno gli scadrà il contratto.

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