I punti chiave
In un campionato lungo e combattuto come la Serie A, certe occasioni non puoi lasciartele sfuggire. Dopo il pareggio insperato del Napoli contro il Parma, l’Inter aveva a disposizione la chance di allungare ulteriormente sulle rivali ospitando il Lecce al Meazza. Il recupero della partita rinviata per lasciar posto alla Supercoppa in Arabia si rivela, però, più complicato del previsto per la capolista. L’undici di Chivu domina il possesso palla ma concede qualche occasione di troppo ai salentini, che non riescono ad approfittarne. Alla fine, dopo più di un’ora di sofferenza, a trovare la zampata giusta ci pensa il giovane Francesco Pio Esposito, che ribadisce in fondo al sacco una respinta corta dell’ottimo Falcone. Vittoria davvero importante per l’Inter che si porta a più sei su Napoli e Milan, in attesa della complicata trasferta dei rossoneri contro il Como di Fabregas di giovedì sera.
Inter contratta, poco spettacolo
Caricati a mille dall’insperato assist fornito dal Napoli di Conte, incapace di superare al Maradona il Parma, l’undici di Chivu si lancia in campo deciso a mettere sotto da subito il Lecce ma rischia subito di subire la beffa quando ci vuole un intervento deciso di Zielinski per impedire a Pierotti di andare in porta. I padroni di casa ci mettono qualche minuto prima di presentarsi in maniera pericolosa dalle parti di Falcone: Mkhitaryan alimenta la corsa di Bonny che si libera con un movimento di tre difensori prima di cercare la porta, trovando i guantoni del numero uno giallorosso. Il Lecce non rinuncia del tutto alle giocate offensive e riesce a creare un paio di occasioni con Pierotti, che si vede negare la gioia del gol entrambe le volte da Sommer. Molto più pericoloso al quarto d’ora l’uno-due tra Zielinski e Bonny che mette in posizione di tiro il polacco: il suo mancino è forte e ben indirizzato ma un filino troppo alto. Momento controversia un paio di minuti dopo, quando Thuram finisce a terra dopo un contatto in area con Maleh: se il pubblico del Meazza si aspetta il calcio di rigore, il signor Maresca la pensa in maniera molto diversa, visto che estrae il giallo per punire la simulazione dell’avanti francese. L’Inter sembra un po’ contratta, specialmente in avanti, dove manca il lavoro oscuro solitamente svolto dal capitano Lautaro Martinez, oggi assente.

Al 24’ nuovo contatto in area di rigore tra il guizzante Bonny e Danilo Veiga: stavolta il fischietto napoletano non ha alcun dubbio ed indica subito il dischetto, anche se il contatto tra i giocatori è sembrato a molti quasi impercettibile. Dopo un paio di interminabili minuti, Maresca viene richiamato al monitor di servizio: la giacchetta nera ci mette tantissimo tempo per decidere ma, dopo aver visto ogni possibile angolazione dell’azione, cambia idea e revoca la massima punizione. Nonostante il possesso dell’Inter sia quasi al 70%, l’undici di casa non riesce ancora a trovare la chiave per scardinare l’attenta difesa salentina. Fase non bellissima della partita, con poche occasioni ed ancora meno emozioni: a provarci con maggiore convinzione è Mkhitaryan, il cui tiro dalla distanza finisce fuori di un niente. Al 39’ Stulic ruba un gran pallone ed alimenta la ripartenza di Pierotti, che, però, aspetta un attimo di troppo per passare la sfera a Maleh, consentendo alla difesa nerazzurra di metterci una pezza. Finale di tempo un po’ confuso al Meazza: se al 43’ Bonny controlla malissimo un pallone recuperato da Zielinski, Stulic prima ruba una ottima palla, poi, una volta riavuta la sfera, la ciabatta malamente sull’esterno della rete. Poco prima di andare negli spogliatoi, preciso lancio di Falcone per Sottil, che colpisce la palla al volo di sinistro, rischiando di beffare un Sommer sorpreso lontano dalla sua porta.

La decide Pio Esposito
Nessun cambio durante l’intervallo ma la prima mezza occasione capita tra i piedi dell’ex milanista Sottil che, dopo essersi liberato di un Diouf non perfetto, si vede murare il suo tiro da Akanji. Al 50’ intervento pericoloso di Zielinski in area per evitare che Stulic giri in porta il cross di Gallo ma sul rovesciamento di fronte, l’Inter riesce a creare la miglior occasione della gara. Galoppata sulla mancina di Carlos Augusto e cross preciso sullo stacco di Barella: buono l’impatto con il pallone, ancora migliore la reazione di Falcone. L’Inter ha il merito di insistere e Thuram riesce a fornire un buon pallone a Diouf, il cui tiro, però, manca di parecchio la porta. Il fatto che i nerazzurri non riescano a trovare il bandolo della matassa preoccupa non poco Chivu, che al 57’ opera ben tre cambi: fuori Diouf e Barella, sostituiti da Frattesi e Luis Henrique in aggiunta alla staffetta in avanti tra Bonny e Pio Esposito. Il cambio di passo dell’Inter è abbastanza evidente: prima ci vuole una bella chiusura di Pierotti per frenare l’esuberanza di Thuram, poi Mkhitaryan non riesce a sfruttare una punizione interessante guadagnata da Pio Esposito. I nerazzurri ora stazionano con regolarità nell’area giallorossa ma la difesa pugliese riesce in qualche modo a concedere poco o niente, nonostante la montante pressione nerazzurra.

Ora è tutta un’altra Inter, più vivace, aggressiva, che riesce a creare una buona chance al 68’: Pio Esposito intuisce l’inserimento di Frattesi che mette un buon cross in mezzo, deviato giusto tra le braccia di Falcone. Qualche polemica al 70’, quando un pallone carambola su Siebert dopo un calcio d’angolo ma sia per l’arbitro che per il Var non c’è fallo. Due minuti dopo Chivu decide di giocarsi il tutto per tutto: fuori uno stanco Mkhitaryan, tra i migliori in campo, spazio per una ventina di minuti al Toro, che completa un insolito tridente offensivo con Thuram e Pio Esposito. Paradossalmente, però, sono proprio gli ospiti a rendersi due volte pericolosi in ripartenza: Kaba s’invola sulla fascia e mette in posizione di tiro Siebert, che si vede negare la rete per due volte nel giro di un minuto. Proprio nel momento migliore dei salentini, l’Inter cambia marcia e trova finalmente il vantaggio: se Falcone è perfetto sul colpo di testa di Pio Esposito, non può niente quando, una volta deviato il tiro di Lautaro, il giovane azzurro è al posto giusto al momento giusto per il tap-in. Esposito ci ha preso gusto e, neanche un minuto dopo, per poco non sbatacchia in porta il passaggio di Zielinski: la palla, però, fa la barba al palo alla sinistra di Falcone. Nonostante una raffica di cambi, la partita scivola tranquillamente verso il triplice fischio: l’Inter vince 1-0 contro il Lecce e si porta a più sei da Milan e Napoli.

Il tabellino
INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Diouf (57’ Luis Henrique), Barella (57’ Frattesi), Zielinski, Mkhitaryan (72’ Lautaro Martinez), Carlos Augusto; Thuram (87’ Sucic), Bonny (57’ Pio Esposito). Allenatore: Cristian Chivu
LECCE (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; L.Coulibaly, Maleh (86’ Alex Sala); Pierotti (82’ N’Dri), Gandelman (68’ Kaba), Sottil (68’ Tete Morente); Stulic. Allenatore: Eusebio Di Francesco
Marcatori: 78’ Pio Esposito (I)
Ammoniti: 17’ Thuram (I), 62’ Danilo Veiga (L)
Arbitro: Fabio Maresca (Napoli)