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Lele Adani, l'attacco a Cagni torna indietro con gli interessi: “Sparirà, non ha niente da dire, con me non giocava”

L’ex allenatore ha voluto rispondere alla provocazione del commentatore televisivo

Lele Adani, l'attacco a Cagni torna indietro con gli interessi: “Sparirà, non ha niente da dire, con me non giocava”
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"Oggi, mi dispiace dirvelo, ma ci sono ancora tanti Cagni. Tanti allenatori che la pensano come lui": l’attacco di Lele Adani contro il suo ex allenatore, col quale evidentemente c’è più di qualche ruggine, ha scatenato il web e non solo, dato che proprio il diretto interessato ha rispedito al mittente la critica con tanto di interessi.

L’ex giocatore del Brescia ha citato proprio Gigi Cagni in un discorso nel quale si prefiggeva l’obiettivo di individuare le origini dei problemi che affliggono il calcio italiano, tema molto caldo soprattutto dopo la mancata qualificazione della nazionale azzurra ai prossimi Mondiali di Stati Uniti, Canada e Messico.

Ospite del Podcast Numer1 con Zazzaroni, Sabatini e Cruciani, l’ex mister si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, rispondendo per le rime al commentatore della Rai. "Le critiche le prendo da chi stimo, quelle mi danno fastidio”, spiega Cagni, “se stimo una persona che mi critica, lo valuto e faccio quello che devo fare”. “Io valuto sempre le persone nel tempo, Ivan per esempio lo conosco da 30 anni, questi qui durano poco”, aggiunge, riferendosi ai commentatori come Adani, “dureranno pochissimo e questa è la loro fine. Non è un problema. Se pensano di aver successo così, hanno già perso".

Perché, quindi, parlare di difensivismo con accezione negativa e prendere come esempio da non seguire proprio il gioco proposto dall’ex allenatore bresciano lasciando intendere che questa tendenza sia alla base del male del calcio italiano? “Ho 76 anni, capito? Ho fatto 20 anni da calciatore e 30 anni da allenatore, quindi io sono vecchio e il mio calcio è vecchio, questo è quello che pensano”, considera Cagni, “ma in realtà è il contrario, perché io ho studiato, ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho sperimentato e fatto cose”.

“Lui”, aggiunge l’ex tecnico riferendosi ad Adani, “è stato un mio giocatore e già con me giocava poco. Poi, quando ha iniziato a fare il telecronista, proprio all'inizio con la Rai, ho detto pubblicamente che quando c'era lui a fare la telecronaca io toglievo la voce, secondo me si è offeso". Quindi ci sarebbe questo risentimento alla base dell’affondo gratuito di Adani, e questo nonostante gli anni trascorsi insieme a Brescia: un concetto ribadito oggi anche alla Gazzetta dello Sport.

"L'ho avuto un anno, non lo consideravo un titolare perché secondo me non meritava. Però avevamo un rapporto normale”, spiega Cagni, ma il problema è soprattutto il contenuto delle telecronache: “Quelli che parlano così in tv non fanno il bene del calcio, vogliono solo fare i protagonisti con il loro linguaggio". “Adesso Lele ha in mano questo microfono, ma mi stupisce che un uomo scelto dalla Rai possa permettersi di offendere un allenatore”, affonda l’ex mister bresciano, “mestiere che tra l'altro ha pure provato a fare, ma solo provato, da vice di Baldini. Forse non si sentiva all'altezza".

“Io ho 75 anni e ancora qualcuno che mi chiama per conoscere la mia opinione c’è, questi non so

quanto dureranno”, aggiunge in conclusione prima di chiudere con le polemiche, “personalmente, credo poco. Perché ci vogliono delle basi solide. Finché starà in Rai resisterà, ma poi sparirà perché non ha niente da dire".

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