Il sostituto procuratore della Corte d'Appello di Milano, Gaetano Brusa, interviene sul caso Minetti dopo che ieri il Quirinale ha chiesto chiarimenti al ministero della Giustizia. "Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle forze nostre di polizia a quelle dell'Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi. Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull'autenticità di documenti sanitari ed altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all'estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria".
"Abbiamo ricevuto dal ministero un'autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti a 360 gradi - prosegue Brusa -. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione". Riguardo al precedente mandato del ministero della Giustizia per le verifiche, avvenute nelle scorse settimane, il sostituto procuratore spiega che "il ministero, come da prassi, ci ha fornito uno specchietto con tutti gli accertamenti che vanno svolti. Questa volta non abbiamo nessuno schema, abbiamo accertamenti liberi".
"Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti", spiegano ai giornalisti la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto Brusa. "Il ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l'interesse di tutti è chiarire i fatti indicati".
"Se richiesta grazia Minetti infondata, atti alla Procura di Milano"
La Procura Generale di Milano, qualora l'istanza di grazia si rivelasse fondata su elementi incongruenti e non veritieri, trasmetterà gli atti alla Procura per l'apertura di una indagine a carico dell'ex consigliera regionale. È quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi. Tra gli accertamenti delegati all'Interpol ci sono anche quelli che riguardano il periodo in cu Minetti avrebbe soggiornato a Ibiza. Da quanto si è saputo, vista l'urgenza, il sostituto procuratore generale Brusa avrebbe chiesto di essere informato anche in caso di esiti parziali degli accertamenti.
Ospedale di Padova: mai curato il bambino
Il professor Luca Denaro, direttore dell'Uoc Neurochirurgia pediatrica e funzionale dell'Azienda Ospedale Università Padova, afferma "di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino". Il nome di Denaro figura nella ricostruzione giornalistica circa il percorso che ha portato alla concessione della grazia presidenziale all'ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia.
Minore non inserito nel database dell'ospedale S. Raffaele
A quanto si apprende da fonti sanitarie, non c'è ufficialmente traccia del minore affidato a Nicole Minetti nei database dell'ospedale San Raffaele di Milano. L'ospedale figura nella ricostruzione giornalistica circa il percorso che ha portato alla concessione della grazia presidenziale all'ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia.
Meloni: "Mi fido del ministro Nordio, escludo ipotesi sulle sue dimissioni"
"Mi fido del ministro Carlo Nordio". Così la premier Giorgia Meloni ha risposto a chi le domandava se si fida del guardasigilli dopo quanto emerso sul caso Minetti. "Confesso che anche io ho appreso della grazia a Nicole Minnetti dalla stampa e ho chiesto come funzioni con la prassi e le procedure", ha detto.
La premier ha spiegato di aver "Parlato con Nordio ieri" e che esclude "ipotesi sulle sue dimissioni". Si è anche detta "D'accordo su ulteriori accertamenti", pur sottolineando di non poter "dire che ci sia stato qualcosa di errato, di particolare rispetto a quello accaduto per le altre 1.245 richieste elaborate in queste anni". "Questo provvedimento non ha seguito in niente un iter diverso dagli altri, nel rispetto della legge e della prassi, sono poi emersi altri elementi", ha aggiunto. E ha puntualizzato che "non è mio ruolo dire cosa deve fare il Presidente della Repubblica".
Infine, la premier ha voluto chiarire la posizione del ministero: "Non ha gli strumenti per svolgere indagini. Spero che sia chiaro a tutti: non abbiamo la polizia giudiziaria, non facciamo noi le indagini. Il Ministero si avvale della magistratura per le indagini, e la magistratura si avvale della polizia giudiziaria. Quindi è evidente che il Ministero difficilmente possa sapere qualcosa che non sapeva la Procura Generale. Poi possiamo sempre dire che in Italia c’è un capro espiatorio, che è il Governo...".
Sisto: "Al Quirinale parere non vincolante, ministro non fa indagini"
"Tutte le iniziative saranno vagliate dagli organi competenti per le ulteriori indagini", afferma il vice ministro della Giustizia Francesco Sisto sul caso Minetti. Sulle precedenti verifiche, Sisto ha chiarito: "Senza giudizi di responsabilità frettolosi, va detto che solo al termine degli approfondimenti sarà possibile stabilire la esistenza, o meno, dei presupposti di legge per l'ottenimento della grazia". Sulle modalità delle procedure, Sisto ha spiegato che il ministero non ha poteri di indagine e, di seguito al parere favorevole della Procura, ha formulato "un parere non vincolante, trasmesso alla presidenza della Repubblica".
La legale Uruguaiana: "Rispettati i requisiti"
Nel procedimento riguardante l'adozione di un minore da parte di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani in Uruguay "furono rispettati tutti i requisiti legali richiesti", mentre i genitori biologici del bambino "non si sono mai fatti vivi": è quanto ha sostenuto in un'intervista radio Yuria Troche, indicata come la legale che tutelò il minore in un primo periodo dell'iter, prima che le subentrasse l'avvocata Mercedes Nieto, morta nel 2024 con il marito in circostanze ancora non chiarite dalla giustizia. Le parole di Troche sono riportate dal portale online della radio uruguayana Fm Gente, che in un servizio ha ricostruito in dettaglio la vicenda. "Perché un bambino sia adottato devono essere rispettati milioni di requisiti, ancor più se il minore è affetto da una qualche patologia", ha detto la legale al telefono, assicurando che "l'Uruguay è molto garantista in casi del genere" e che, inoltre, il minore adottato "aveva espresso la propria volontà" in sede giudiziaria. I suoi genitori biologici, ha aggiunto, "lo avevano abbandonato molti anni prima" e non hanno risposto a "numerosi tentativi di contattarli". Fm Gente sottolinea però anche che, nel momento in cui questo procedimento di adozione venne aperto, Minetti aveva già precedenti legali e che questa circostanza "di solito è motivo di esclusione" da un iter di questo tipo. Troche ha affermato di avere vaghi ricordi del fatto che si sia parlato di precedenti legali. "Ma a dire il vero non ricordo bene", ha detto. L'articolo fa anche riferimento al fatto che l'Istituto dei bambini e degli adolescenti dell'Uruguay (Inau), organismo statale responsabile dei casi di adozione nel Paese sudamericano, è attualmente avvolto da polemiche riguardanti in particolare i criteri decisionali applicati in certi casi per accogliere o respingere le richieste delle famiglie interessate.
La richiesta del Quirinale
La Presidenza della Repubblica ha inviato una lettera al ministero della Giustizia per verificare la "supposta falsità" di alcuni elementi contenuti nella domanda di grazia, poi approvata, relativa a Nicole Minetti. L'ex consigliera regionale della Lombardia era stata condannata in via definitiva per i reati di peculato e favoreggiamento della prostituzione a una pena complessiva di 3 anni e 11 mesi, da scontare ai servizi sociali. L'atto di clemenza le è stato concesso da Sergio Mattarella lo scorso 18 febbraio, per motivi umanitari. La grazia "si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari", aveva precisato il Quirinale lo scorso 11 aprile, quando la notizia - prima mai veicolata dalla presidenza della Repubblica - era stata svelata da Mi manda Raitre e dal Fatto Quotidiano.
Il minore in questione è il bambino adottato dalla Minetti e dal compagno, l'imprenditore Giuseppe Cipriani, descritto nell'istanza come gravemente malato e orfano. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, però, il piccolo avrebbe una madre biologica in Uruguay, che ora è scomparsa, e Minetti avrebbe fatto causa alla donna per farle togliere la responsabilità genitoriale.
Secondo il quotidiano di Travaglio, inoltre, emergerebbero dei dubbi anche sulle condizioni cliniche e le cure mediche di cui il bambino necessiterebbe. Di qui la lettera a via Arenula, sollecitata da Mattarella e firmata dall'ufficio stampa del Quirinale.