Lookman, eroe non per caso

La storica tripletta dell'attaccante anglo-nigeriano ha sorpreso molti, specialmente in Inghilterra, dove aveva fallito ovunque. Per esprimere il suo calcio migliore ha dovuto arrivare a Bergamo. Il che non è un caso

Lookman, eroe non per caso

La storia del calcio è piena di giocatori che, dopo anni di oscurità, trovano il modo di brillare di luce propria, vivendo serate irripetibili. Dopo aver lasciato di stucco i campioni di Germania, le “invincibili” Aspirine di Xabi Alonso all’Aviva Stadium, molti potranno aver pensato che la notte magica di Ademola Lookman sia arrivata per un colpo di fortuna. Chi segue da tempo le vicende dell’Atalanta, invece, sapeva benissimo che l’avanti nigeriano non è nuovo ad imprese del genere. Il primo africano a segnare una tripletta in una finale europea è a lungo stato nei taccuini degli osservatori delle grandi d’Europa ma solo la Dea gli ha dato fiducia. Un azzardo che ha pagato alla grande, riportando dopo un quarto di secolo la Coppa Uefa nel Bel Paese, grazie proprio ad uno dei più controversi talenti alla corte del Gasp.

Bello di notte

Dopo 51 risultati utili consecutivi, tutti gli esperti di calcio sembravano convinti che Xabi Alonso avesse messo a punto la macchina da calcio perfetta, capace di ribaltare ogni avversario e trovare sempre e comunque il modo di vincere. Le sicurezze dei campioni di Germania si sono liquefatte sotto il pressing asfissiante imposto dai bergamaschi ed affondate sotto i colpi dell’avanti africano, il primo dopo Jupp Heynckes nel 1975 a gonfiare la rete tre volte in finale. Eppure la stagione dell’avanti nigeriano sembrava nata male, specialmente dopo la doccia gelata della finale di Coppa d’Africa persa malamente e le settimane di riabilitazione necessarie per farlo tornare in campo.

Lookman Kovar Atalanta Bayer Leverkusen

L’Atalanta ha pagato a caro prezzo i suoi problemi ma l’ha ritrovato nelle partite importanti, dalla vittoria nella semifinale di Coppa Italia alla finalissima di Europa League. Lookman aveva timbrato il cartellino contro lo Sporting Lisbona, nella battaglia con l’Olympique Marsiglia, fornendo anche a Ruggeri l’assist del 2-0. Tutto senza trascurare il suo ruolo fondamentale, quello di ala che spinge forte, punta l’area e gioca per la squadra. L’apoteosi vissuta a Dublino non è certo venuta per caso.

Tutto merito di Gasperini

Sconfiggere una squadra rimasta imbattuta da 361 giorni sembrava un’impresa impossibile, tanto da giustificare lo scetticismo di gran parte degli esperti di calcio. Il fatto, poi, che a fare la differenza sarebbe stata proprio quell’ala nata a Londra che aveva fallito più o meno ovunque avesse giocato era quasi impossibile. I più sorpresi dalla partita giocata da Lookman sono sicuramente i tifosi inglesi, quelli che in passato l’avevano visto faticare tantissimo nel calcio d’oltremanica. Il ventiseienne, dopo essersi fatto notare nell’under 21 dei Tre Leoni, aveva scelto di giocare per la Nigeria ma non molti in Inghilterra si erano strappati i capelli.

Lookman gol Atalanta Bayer Leverkusen

A segnalarlo a Gasperini era stato un dirigente che l’aveva visto al Leicester e il tecnico bergamasco aveva intuito che avrebbe potuto far meglio più avanti nel campo. Se neanche il Gasp si aspettava un’impresa del genere, Lookman, fin da quando giocava nelle giovanili del Charlton, non ha mai dubitato dei suoi mezzi. Subito dopo la finale è sembrato ansioso di continuare a vincere: “Negli ultimi due anni sono stato in grado di fare un salto di qualità, giocando in maniera più costante. C’è voluto più di quanto avessi previsto ma sono contento. Non è che l’inizio: spero di vivere altre notti come questa”.

Un miracolo bergamasco

Dopo aver fatto la storia, Lookman ha ringraziato Gasperini in conferenza stampa dicendo come “mi abbia fatto guardare al calcio in maniera diversa, rendendo più semplice da capire cosa si aspettava da me. Gli sono molto grato”. Quando un collega gli ha detto che qualcuno dovrebbe intitolargli una strada a Bergamo, l’ala si è messa a ridere ma ha voluto comunque far notare come il fatto di giocare in una città di provincia abbia avuto la sua importanza. “Da quando sono arrivato a Bergamo ho sentito l’appoggio dei tifosi. È una città rilassata, dove si vive in maniera tranquilla e questo mi ha aiutato molto. Ora mi concentro solo sulle cose importanti della vita”. La cosa non ha sorpreso Felix Emanus, ex allenatore del Waterloo, squadra nella quale Lookman ha iniziato da bambino. Parlando al canale americano Tnt Sports nel post partita a malapena riusciva a trattenere la sua emozione.

Lookman Coppa Uefa Atalanta Bayer Leverkusen

Sognavamo un momento come questo da anni, da quando Ade era un ragazzino. Stasera i sogni sono diventati realtà. Quando ha segnato la terza rete mi sono messo a piangere, sono felicissimo per lui. Lavora sempre tantissimo, è un ragazzo tranquillo. Molti pensano che sia presuntuoso ma è solo timido. Ha sempre avuto una gran voglia di imparare, migliorarsi ed arrivare al top”. Dopo aver fallito ovunque, questo ragazzo londinese è riuscito ad esprimere il suo calcio migliore solo quando è arrivato a Bergamo. È anche grazie a lui che l’Atalanta può sollevare il suo secondo trofeo dopo 61 anni, pochi giorni dopo aver perso la Coppa Italia contro la Juventus.

Nel calcio moderno dei petrodollari, delle superstar pagate a peso d’oro, la Dea è riuscita a trionfare giocando in maniera spettacolare non solo senza far debiti ma addirittura facendo profitti. E questo, in fondo, è il miracolo più bergamasco che ci sia.

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