
La cura Modric comincia a fare qualche effetto. Perché Allegri oltre a chiedergli «di parlare tanto con i suoi compagni», ha trovato anche il suo Calhanoglu, cioè colui che sui calci piazzati può offrire traiettorie utili al gioco aereo della squadra. Sul gol annullato a Gabbia (con qualche critica da parte del Milan e del suo tecnico all'intervento del var), è di Modric l'esecuzione, così come in occasione del gol di Loftus Cheek. Poi il fatto che Luka regga i 90 minuti alla sua bella età (tra qualche giorno taglia il traguardo dei 40 anni) dimostra che le garanzie firmate da Carlo Ancelotti («mai saltato un allenamento l'anno scorso») non erano un prezzo pagato all'affetto e all'amicizia col croato. Le parole di Modric, alla fine del viaggio a Lecce, hanno ridisegnato anche il profilo tecnico del
Milan. «Dopo la Cremonese - ha spiegato - non ero preoccupato perché qui vedo tanta qualità». Con il primo successo della stagione, adesso il Milan può dedicarsi alle ultime ore di mercato senza correre il rischio di vivere «momenti di terrore», espressione utilizzata da Igli Tare che ha spiattellato, prima dell'inizio della partita, tutti i piani di mercato senza alcun velo, al contrario delle abitudini di Max Allegri che è capace di parlare per ore senza dare una notizia.
Il piano è scritto a lettere chiare: servirebbero un difensore centrale capace di guidare tutta la fase difensiva (al posto di Gabbia per intendersi) e un centravanti con caratteristiche alla Giroud: trattativa allacciata con la Roma per lo scambio di Gimenez con Dovbyk. Ma qui c'è la posizione dell'agente del messicano, l'avvocato Pimenta, che fa da ostacolo: Gimenez non ha nessuna intenzione di muoversi, ancor meno a spostarsi alla Roma. Nel tentativo di forzare la mano, è stata fatta circolare l'indiscrezione secondo cui l'arrivo di Dovbyk può verificarsi anche con la conferma di Gimenez, destinato così alla panchina fissa. La seconda pedina è Akanji che ha struttura fisica e carriera internazionale, le doti che servono per guidare il plotone difensivo che a Lecce non ha subito
gol ma «ha rischiato in una sola occasione» la segnalazione di Allegri sul tema. Per il centrocampista tutto è legato a Musah, promesso all'Atalanta: Allegri ha chiesto di tenerlo perché è utile nel doppio ruolo (da esterno nei 5 di centrocampo) e da centrocampista effettivo dopo l'infortunio di Jashari la cui guarigione viene stimata dagli specialisti in due mesi ma questo significa che prima di novembre Allegri non lo avrà a disposizione.
Nel caso di partenza di Musah allora si aprirebbe la porta alla sostituzione nel parco centrocampisti e qui la pista tornata d'attualità è quella che porta a Marsiglia e a Rabiot in rotta con l'OM nonostante il consiglio di De Zerbi di presentarsi in società, chiedere scusa e ricucire lo strappo con il presidente.