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Mondiali 2026, il destino dell’Italia in caso di rinuncia dell’Iran: il regolamento sui ripescaggi

Al momento la nazionale iraniana risulta tra le 48 partecipanti al torneo, ma le voci di boicottaggio si fanno sempre più insistenti

Mondiali 2026, il destino dell’Italia in caso di rinuncia dell’Iran: il regolamento sui ripescaggi
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La nazionale di calcio dell’Italia, per la terza volta consecutiva e sempre ai Playoff, conclude la sua esperienza di qualificazione ai Mondiali leccandosi le ferite e preparandosi a un’altra estate da spettatrice di quella che è la massima competizione calcistica della Fifa. Le voci di un ripescaggio, tuttavia, stanno tuttora circolando con grande insistenza, per cui è bene fare un punto della situazione

Cosa resta, innanzitutto, di questo ennesimo smacco? Purtroppo solo il conseguimento di una serie di record negativi che, se messi tutti insieme, danno l’idea di quanto, dopo la vittoria del 2006, si sia finiti in un vortice di negatività decisamente inatteso per una squadra che per 4 volte si è fregiata del titolo di Campione del Mondo. L’Italia, infatti, è la prima nazionale vincitrice almeno una volta del trofeo ad aver mancato la qualificazione per tre edizioni di fila (2018, 2022, 2026). Gli azzurri, inoltre, non giocano più una partita a eliminazione diretta, ovvero superando la fase a gironi, proprio dal 2006, anno del trionfo in Germania. A ciò si aggiunga che questa mesta tripletta è il momento più basso della storia della nazionale fin dalla prima edizione dei Mondiali: basti pensare che solo in due precedenti circostanze gli azzurri non erano stati presenti alla fase finale, una nel 1930, quando rinunciarono volontariamente per via degli elevati costi che avrebbe comportato la partecipazione all’edizione in Uruguay, e una nel 1958 quando vennero eliminati nelle qualificazioni dopo la sconfitta per 1-2 subita contro l’Irlanda del Nord.

L’unico appiglio per mantenere acceso il sogno della partecipazione ai mondiali di Stati Uniti, Canada e Messico resta quello del ripescaggio, che di per sé sarebbe comunque poco dignitoso visto che significherebbe rientrare nell’annovero delle 48 nazionali entrando dalla porta di servizio e solo come conseguenza del forfait di una compagine che la qualificazione se l’è guadagnata sul campo. La maggior indiziata è quella dell’Iran, che rinuncerebbe a mettere piede negli Usa per via della guerra esplosa in Medio Oriente, come annunciato anche dal ministro dello sport Ahmad Donyamali.

C’è un articolo ben preciso del regolamento che disciplina i ripescaggi: chi andrebbe eventualmente a riempire la casellina lasciata vuota dalla nazionale di calcio iraniana? Secondo quanto previsto dall’Articolo 6 Comma 7 delle “Regulations for the FIFA World Cup 26”, vale a dire le norme specificamente create proprio per i prossimi Mondiali, “se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo Fifa 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un'altra federazione”. Ciò significa che, nella malaugurata ipotesi di un inatteso forfait, sarà solo la FIFA a decidere in modo autonomo e senza un criterio ben preciso: non esiste, in sostanza, una regola da seguire che definisca con precisione i requisiti di un ripescaggio né la possibilità eventualmente di istituire un ulteriore Playoff tra le pretendenti al posto vacante.

Quali sono i punti di forza dell’Italia in caso di scelta? L’unico appiglio è dato dalla posizione nel ranking: gli azzurri sono la nazionale che, tra quelle escluse, occupa quella più alta, essendo 12esima. Perché quindi, ciò nonostante, le possibilità di essere ripescati sarebbero bassissime? Semplicemente per il fatto che è probabile che la FIFA decida di mantenere il numero di squadre assegnato alla Confederazione di quella rinunciataria: l’Asia ha diritto a 8 posti diretti, per cui la casellina vuota dell’Iran potrebbe essere riempita con un’altra nazionale asiatica. Considerando che quella dell’Iraq si è guadagnata il posto ai prossimi Mondiali sul campo uscendo vincitrice dai Playoff nello scontro con la Bolivia, in caso di ripescaggio pare molto più probabile che ad essere reintegrati siano gli Emirati Arabi Uniti, ultima compagine eliminata dalla fase a qualificazione asiatica dopo la sconfitta proprio con gli iracheni in un doppio match andata e ritorno.

Pare poco probabile che il posto reso vacante da una squadra dell’AFC possa essere riempito da una dell’UEFA, che ha già occupato i 16 slot a sua disposizione.

A meno di ripensamenti o stravolgimenti, o della scelta poco probabile perché non regolamentata di premiare la nazionale più alta nel ranking tra le escluse, quindi, per gli azzurri i prossimi mondiali rimarranno una chimera.

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