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La lettera di Mattarella per il 2 Giugno: "Repubblica nata da un corale e sincero esercizio di democrazia"

Le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio ai Prefetti d'Italia, in occasione della ricorrenza della festa della Repubblica

La lettera di Mattarella per il 2 Giugno: "Repubblica nata da un corale e sincero esercizio di democrazia"
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"La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell'ordinamento dello Stato e l'elezione dell'Assemblea costituente. Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d'Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell'anno e per le consultazioni del 2 giugno". Sono le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio ai Prefetti d'Italia, in occasione della ricorrenza della festa della Repubblica.

"Nella vita dei cittadini e delle comunità - sottolinea Mattarella - si riverberano sempre più le conseguenze delle tensioni internazionali, generando preoccupazioni e insicurezze. In questo contesto, a quanti sono alla guida dei pubblici uffici sono di grande valore, nell'esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci. Ne dipende il futuro del Paese". Ancora: "Sostenere la trama del tessuto sociale, intercettare - insieme alla scuola e alle altre agenzie educative - bisogni, domande, aspettative delle giovani generazioni, valorizzandone talenti e potenzialità, è fondamentale. Il dialogo, l'ascolto, la prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale".

Nella lettera sottolinea anche che "consolidare l'architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica". E poi che i "valori della Costituzione vivono nell'azione di quanti si pongono al servizio della collettività". Ancora: "La comunità nazionale, nel fare oggi memoria di quei momenti fondativi, rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell’orizzonte europeo.

Lo fa richiamando i volti e la passione civile di tanti cittadini, di tante donne e uomini delle istituzioni, che generosamente, in ottant’anni di vita della Repubblica, nei ruoli e nelle circostanze più diverse, hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all’eroismo e al sacrificio della propria esistenza. I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività".

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